Il declino del contante tra frodi ed evasione

MAURO SPIGNESI caffe.ch 24.11.19

L’Europa chiede uno sbarramento sull’uso di banconote
Immagini articolo

In origine era mille. Poi l’asticella è salita sino a diecimila. Infine ha avuto un ulteriore sobbalzo verso l’alto, fermandosi a centomila. Quanto deve essere la soglia, il limite d’uso del denaro contante? Le opinioni sono differenti. Ma la strada sembra tracciata, perché la barriera all’utilizzo di banconote sembra ormai lo strumento che la maggior parte dei paesi europei sono intenzionati ad adottare. E anche se il Consiglio nazionale pochi anni fa ha detto no al divieto di pagamenti in contante bocciando le raccomandazioni del Gruppo d’azione finanziaria contro il riciclaggio (Gafi) e del Consiglio federale, un provvedimento in questo senso potrebbe entrare anche nella normativa nazionale. L’Europa preme, con Francia e Germania in prima linea e Spagna, Bulgaria e Portogallo a seguire. A questi Paesi si è aggiunta l’Italia. L’ultima mossa è quella di Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana che ha chiesto un “tetto al contante unico a livello europeo” in chiave anti evasione.
“Non so se limitare l’uso di banconote possa in qualche modo incidere sull’evasione. Vedo invece che il contante sta sparendo progressivamente perché i consumatori stanno cambiando le proprie abitudini”, spiega Alberto Petruzzella, presidente dell’Associazione bancaria ticinese, e una lunga esperienza alle spalle, dopo 7 anni passati all’Ubs e 18 al Credit Suisse dove è stato a capo della regione Ticino. “Penso che al di là delle esigenze degli Stati, come la lotta al riciclaggio o all’evasione, la strada sia tracciata. Sempre più gente, anche per una questione di praticità, non usa più il contante ma paga con carte di credito o con le applicazioni degli smartphone”. Petruzzella ricorda quando negli istituti vennero introdotti i primi bancomat. “Tanti clienti allora ci dissero che non li avrebbero utilizzati, che volevano continuare a rivolgersi allo sportello e andar via con le banconote in tasca. Poi si è visto quello che è accaduto nel tempo”.
In molti Paesi europei si vuole incentivare l’uso della moneta elettronica anche cercando di abbassare i costi delle commissioni di transazione. Come sta accadendo in Italia e come già accade in molte nazioni del nord, dove dal parcheggio all’ingresso alla toilette pubblica si paga con le applicazioni senza mettere mano al portafoglio. Usi e costumi che invece in Svizzera non hanno poi così successo. I contanti continuano ad essere il mezzo preferito, almeno secondo un sondaggio dello scorso anno della Banca nazionale. Ogni svizzero ha nel portamonete in media 133 franchi. Oltre che due carte di credito (o di debito) che usa con parsimonia, soprattutto per le spese che superano i 200 franchi. Ma le banconote resistono. Tanto è vero che, sempre secondo lo studio, il 35% dei pagamenti sopra i 1’000 franchi vengono fatti con i “bigliettoni”. I giovani invece sono più propensi a usare le carte, una media di 1,6 pagamenti al giorno. C’è poi una fascia di popolazione, quella anziana (sempre più vasta) che usa più volentieri il contante.
Sarà anche per questo che a Berna l’idea di introdurre un tetto per i pagamenti con banconote non piace. Un po’, è stato notato durante il dibattito agli Stati e al Nazionale, per una questione di riservatezza. “C’è però da dire – spiega ancora Alberto Petruzzella – che noi abbiamo una legge sulla privacy molto avanzata. E inoltre anche la questione della tracciabilità del denaro è un falso problema. Acquistiamo ormai sulle piattaforme online di tutto senza porci alcun interrogativo. Ripeto, le abitudini stanno pian piano cambiando”.
Il Gruppo d’azione finanziaria contro il riciclaggio ha chiesto da tempo maggiore trasparenza nelle transazioni per evitare di incorrere in problemi di riciclaggio, evasione e sospetti di terrorismo. Ma non tutti sono convinti che la limitazione del contante sia la strada giusta per bloccare questi fenomeni criminali. La Commissione europea in uno studio realizzato l’anno scorso ha evidenziato come questa misura sia interessante in ambito di evasione e antiriciclaggio ma sia debole per contrastare il finanziamento al terrorismo o la frode fiscale. Chi viola la legge, è stato messo in evidenza, non si pone problemi anche davanti a ulteriori divieti. Inoltre le frodi sono alimentate da sofisticate operazioni finanziarie. Per suffragare questa affermazione è stato fatto l’esempio dell’Austria dove c’è un alto uso di contante e un basso livello di frodi. Gli esperti della Banca centrale europea hanno invece detto che i limiti al denaro possono essere utili a contrastare l’evasione fiscale, a patto che siano proporzionati.
mspignesi@caffe.ch