Le “piccole” banconote fanno gola ai falsari

MAURO SPIGNESI Caffe.ch 24.11.19

Soldi contraffatti anche con stampanti a getto d’inchiostro
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C’è chi ci prova persino con le stampanti a getto d’inchiostro. Un sistema artigianale ma evidentemente efficace visto che spesso funziona. Ma c’è anche chi usa tecniche più sofisticate per produrre banconote false e poi mettere a segno vere e proprie truffe. Come quella capitata pochi giorni fa a Como, vittima una coppia luganese che voleva vendere un Rolex.
Ma cosa c’è dietro mondo di falsari? A livello nazionale la criminalità si concentra sulla cartamoneta di piccolo taglio. L’anno scorso la polizia federale ha ricevuto complessivamente oltre quattromila segnalazioni per denaro falso, negli ultimi dieci anni le denunce arrivate al ministero pubblico della Confederazione (competenze per questo reato) sono oscillate da un minimo di duecento a un massimo di quattrocento. Sempre l’anno scorso sono state sequestrate 7.712 banconote, mentre sono state oltre 12mila quelle delle altre divise di Paesi diversi, soprattutto euro. Per quanto riguarda i franchi falsificati la cifra resta tuttavia modesta e si attesta attorno a 250mila franchi (quasi di 400mila nel 2017). 
Ma se il fenomeno dei falsari appare circoscritto, anche perché il franco ha un mercato molto ridotto, contrariamente all’euro che viene usato quotidianamente da oltre 300 milioni di persone, la Banca nazionale in questi anni non ha mai abbassato la guardia. Anzi. Attualmente le banconote vengono stampate seguendo i più collaudati parametri di sicurezza. Inoltre c’è anche un altro fattore che scoraggia i falsari: buona parte delle tecnologie impiegate in tutto il mondo per stampare moneta cartacea passa da importanti aziende svizzere che hanno sviluppato tecniche raffinatissime nella microperforazione attraverso il laser. 
Questo tuttavia non ha impedito ad alcune bande di produrre franchi contraffatti. Con tecniche come appunto la stampa a getto d’inchiostro, quella più diffusa: con questo sistema sono stati “prodotti” 1.055 pezzi per un ammontare complessivo di oltre 161mila franchi. Più rare le altre tecniche (conio o tramite fusione). Le banconote più diffuse nel mercato clandestino sono quelle da 100 franchi, seguite dai piccoli tagli da 50, 10 e 20 franchi. Poche quelle da mille franchi anche perché non tutti i commercianti le accettano e quando le accettano spesso le passano nelle macchinette che intercettano quelle falsificate. 
Le bande di falsari arrivano da lontano. Recentemente in Ticino è stato processato un trentaquattrenne che da Napoli aveva creato un vero e proprio traffico tra la Campania e la Svizzera.  Era riuscito a piazzare pezzi da 100 franchi un po’ ovunque, in particolare nei distributori di benzina, mettendoli insieme a banconote autentiche quando effettuava i suoi pagamenti in modo da non destare sospetti.
Ma il mercato del falso, come accade per altre aree criminali, viaggia parecchio su internet. Alcune banconote vengono fatte in Cina. Qui si trova di tutto. In particolare euro che si possono poi spendere (dove vengono accettati) oppure cambiare. Soltanto l’anno scorso sono state sequestrate banconote dell’Ue contraffatte per un valore complessivo di oltre 338mila euro. Ma in Svizzera è stata trovata persino moneta nazionale della Cina.
m.sp.