Autostrade: presto stretta su concessioni, più controlli (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il governo accelera sulla revisione delle concessioni autostradali. O almeno ci prova. Lo scrive Il Messaggero sottolineando che lo fa sull’onda emotiva dei recenti dissesti che hanno messo in luce la scarsa manutenzione di strade, ponti e viadotti. Ma più in generale, spinto dalla necessità di riavviare il piano annunciato e mai realizzato del rilancio delle infrastrutture, partendo proprio dalla messa in sicurezza del territorio.

A Palazzo Chigi, spiega il giornale, vogliono dare un’accelerata molto forte visto che, tra l’altro, il nuovo modello tariffario è stato già delineato. Un modello che punta ad ottenere non solo pedaggi più bassi ma ad implementare gli investimenti, aumentando allo stesso tempo i controlli sulla rete. Un tavolo tecnico è già al lavoro al Mit e interlocuzioni con i principali concessionari sono state avviate.

La riforma del sistema approvata dall’Art, l’Autorità dei Trasporti, è pronta da mesi. E prevede, a grandi linee, che gli extra ricavi dovuti a maggior traffico delle società autostradali si traducano in riduzioni delle tariffe. Tariffe – ed è questa la maggiore novità – che registreranno annualmente, con un meccanismo di premi e penalità, anche la qualità del servizio. Il concessionario, almeno nelle intenzioni dell’Art, sarà poi obbligato a “efficientare” ogni anno i propri costi operativi e gestionali, in modo da pervenire a un “tetto” fissato per legge calcolato tramite il confronto con le migliori pratiche del settore. C’è da dire che la riforma, così come è stata designata, ha già incassato il no secco dell’Aiscat, l’associazione che raggruppa i concessionari, che l’ha bollata come statalista e dirigista. Perchè, qualora fosse approvata, andrebbe ad incidere su contratti in corso.

L’esecutivo vuole però sfruttare l’occasione dell’aggiornamento dei piani economici e finanziari scaduti (che riguardano ben 16 concessionarie), per andare avanti. Ieri, in un incontro con la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli il nuovo ad di Aspi, Roberto Tomasi, ha assicurato il massimo impegno proprio sul fronte delle manutenzioni e delle verifiche. L’obiettivo di Autostrade per l’Italia – che ha varato un maxi piano di controlli – è proprio quello di arrecare meno disagi alla mobilità, mentre sul fronte delle tariffe l’impatto della riforma sarà tutto sommato modesto.

Le linee guida dell’Art vanno ad incidere su 16 società per le quali il periodo regolatorio quinquennale previsto dalle vigenti convezioni risulta scaduto. Il governo, in sostanza, vuole che i nuovi criteri che misureranno investimenti e i miglioramenti dell’efficienza dei gestori entrino subito in vigore, ovvero all’inizio del nuovo anno. L’effetto, almeno in teoria, dovrebbe essere quello di moderare le tariffe tramite il “price cap”, un meccanismo che prevede un indicatore di produttività annuale il quale verrà calcolato con cadenza quinquennale per valutare i diversi aspetti della efficienza della gestione. Inoltre, annualmente le tariffe saranno tarate riconoscendo solo gli investimenti effettivamente realizzati secondo i piani concordati con il Mit. Una stretta poi ci sarà sull’uso dei fondi legati alle manutenzioni che dovranno essere velocizzate.

Spetta ora a Palazzo Chigi aumentare il pressing con le concessionarie, passando dalle parole ai fatti, trovando soprattutto un’intesa all’interno delle forze di maggioranza.

vs

(END) Dow Jones Newswires

November 27, 2019 02:51 ET (07:51 GMT)

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