Ad Alitalia arriva il super-commissario esperto in fallimenti( SIAMO A POSTO ALLORA- GIÀ SAPPIAMO LA FINE)

Tio.ch 7.12.19

Keystone (archivio)

Alitalia vuole rialzare le ali.

Giuseppe Leogrande ha ricoperto lo stesso ruolo già in diverse aziende. In partenza Enrico Laghi, Stefano Paleari e Daniele Discepolo

ROMA – Arriva per Alitalia il super-commissario. Sarà l’avvocato Giuseppe Leogrande, esperto di diritto fallimentare. Ha ricoperto lo stesso ruolo già in diverse aziende, tra cui la compagnia aerea low cost Blu Panorama. Vanno così via Enrico Laghi, Stefano Paleari e Daniele Discepolo. I primi due in carica sin dal maggio del 2017, l’ultimo entrato in corso, precisamente un anno fa, in sostituzione di Luigi Gubitosi, passato a Tim.

La svolta arriva nella tarda serata dopo che l’ipotesi di un commissario unico era stata avanzata e poi accantonata. Un rapido incontro tra il ministro italiano dello Sviluppo economico e i tre ormai ex commissari segna il passaggio. Insieme a Leogrande «lo Stato italiano dovrà agire per permettere il rilancio definitivo di Alitalia», dice il ministro al termine della riunione al Mise.

Leogrande dovrà gestire il nuovo bando di gara previsto dal decreto arrivato in vigore da inizio settimana. Un nuovo corso che dovrà essere accompagnato da un piano di tagli e riorganizzazione per rendere la compagnia più appetibile.

Patuanelli nel ringraziare Laghi, Paleari e Discepolo per il lavoro svolto ricorda come si tratti di un «dossier complesso, che purtroppo non ha portato ad una soluzione di mercato definitiva per la compagnia». Dopo che il consorzio con Fs, Mef, Atlantia e Delta si è in sostanza sciolto si guarda a Lufthansa, che però come noto chiede esuberi. L’ingresso del vettore tedesco nella partita escluderebbe l’americana Delta. Quanto alla holding della famiglia Benetton invece il dialogo si potrebbe riaprire.

Almeno stando all’intervista rilasciata dal presidente di Atlantia, Fabio Cerchiai, al Messaggero, da cui emerge una chiara la disponibilità a partecipare al rilancio di Alitalia. «Anche perché il fallimento della compagnia avrebbe un impatto pari al 28% dei nostri ricavi aviation», spiega Cerchiai. L’ad di Fs, Gianfranco Battisti, invece non si sbilancia e al Corriere della Sera dice: «C’è un consorzio che non si è concretizzato. Posso dire che il nostro è stato un compromesso diligente».

Intanto l’azienda ha aperto una nuova procedura per estendere di altri tre mesi la cassa integrazione straordinaria che scadrà il 31 dicembre. Nella comunicazione inviata ai sindacati, gli ex commissari hanno chiesto di estendere la cigs fino al 23 marzo 2020 per complessivi 1.180 dipendenti, di cui 80 comandanti, 350 addetti del personale navigante e 750 dipendenti del terra. Si tratta di un numero superiore agli attuali 1.075 dipendenti coinvolti dall’attuale cassa ma inferiore ai 1.370 sotto l’ammortizzatore sociale nello stesso periodo del 2018 (facendo il confronto con la stessa stagionalità). La richiesta sarà oggetto di trattativa con i sindacati, che punteranno ad abbassare il numero. Tutto ciò mentre si spera che i 400 milioni di prestito, sbloccati dal nuovo decreto, passino indenni il vaglio europeo.

Il concetto più volte ribadito da Patuanelli è che così l’Alitalia ha una taglia che non è adeguata al mercato, che non la rende attraente. Allo stesso tempo però è stata ribadita la volontà di tenere integra la compagnia, senza ricorrere allo spezzatino ma neppure a una separazione in due tronchi, da una parte aviation e manutenzione dall’altra l’handling.

Di certo c’è una questione tempo da affrontare il provvedimento in vigore infatti fissa il termine del 31 maggio 2020 per la vendita. Sempre che si trovi un compratore e non sia necessario un intervento più massiccio da parte dello Stato italiano.