Sgominata la banda dei muli del riciclaggio

MAURO SPIGNESI Caffe.ch 8.12.19

Operazione contro la criminalità del web in 31 Paesi
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Vi è mai arrivata una email dove si promettono guadagni milionari? Dove si dice che qualcuno invierà sul vostro conto una somma di denaro che poi dovrete girare in un altro conto e per questo sarete pagati? Bene. Fate attenzione, spiega Europol (l’agenzia europea di lotta al crimine), perché anche solo permettendo l’utilizzo del vostro account rischiate di diventare “muli di denaro”, spalloni del riciclaggio. Con conseguenze serie. 
Proprio qualche giorno fa in quattro cantoni (Vaud, Basilea, Argovia e Zurigo) 175 persone sono finite nei guai, e due sono state arrestate. Arresti sono scattati anche per altre 226 persone di 31 Paesi, dove sono stati identificati 3.833 “muli di denaro”. È il risultato di una operazione – Emma 5″ –  frutto di anni di indagini portate avanti da investigatori di tutta Europa per contrastare un fenomeno sempre più diffuso e che in Svizzera poteva contare su una “cellula” molto ampia, visto che sono stati scoperti 78 reclutatori di “spalloni”, aperte 45 inchieste e interrogate, come ha spiegato la Polizia federale, 57 persone.
Proprio questa settimana è scattata una campagna per mettere in guardia chi riceve email o viene contattato per guadagnare “soldi facili”. I reclutatori si rivolgono a giovani, spesso universitari, via social media o pubblicità online. O fingendosi donna o uomo, sui siti di incontri. E sono le “vittime” che magari inconsapevolmente o comunque senza capire gli effetti reali della loro azione, accettano di spostare soldi, di “deviarli” in Paesi lontani attraverso i propri conti (o aprendone nuovi), oppure attraverso le nuove applicazioni su Internet per ricevere e spedire denaro in tutto il mondo. Un fenomeno, questo dei “muli di denaro”, internazionale e che dunque ha necessità di pool di investigatori di Paesi diversi per essere contrastato. Anche per questo Europol ha da tempo attivato un gruppo di lavoro con funzionari che si sono specializzati su questo genere di criminalità sempre più moderna, flessibile, capace di spostarsi rapidamente da una città all’altra, da una banca all’altra.
E proprio le banche, va sottolineato, hanno avuto un ruolo fondamentale nell’operazione “Emma 5”, come è stata chiamata. Ben 650 banche e 17 istituti finanziari hanno collaborato con gli investigatori facendo scoprire 7.520 transazioni fraudolente che hanno così permesso di bloccare operazioni che avrebbero portato, è stato calcolato, a perdite “per 12.9 milioni di euro”.
m.sp.