Macao: da Las Vegas d’Asia a centro finanziario con la sua borsa

tio.ch 12.12.19

L’annuncio di una nuova fase per l’ex colonia portoghese potrebbe arrivare già settimana prossima, con la visita di Xi Jinping

MACAO – Il futuro di Macao potrebbe andare ben oltre l’attuale status di Las Vegas d’Asia, puntando, a 20 anni dal passaggio dei territori da Lisbona a Pechino, al ruolo ambizioso di centro finanziario con una propria Borsa denominata in yuan e attrezzato per le transazioni in renminbi.

Un annuncio in tal senso potrebbe maturare già la prossima settimana, il 20 dicembre, con la visita che il presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping dovrebbe fare, pur in assenza di conferme ufficiali, nella Regione amministrativa speciale per commemorare, come fece due anni fa con Hong Kong, il ventesimo anniversario del ritorno dell’ex colonia portoghese sotto la sovranità cinese.

Ci sono più segnali sul piano in lavorazione: la richiesta di Macao sul listino azionario in yuan è stata inviata a Pechino di recente, ha scritto il Global Times, e sono in corso valutazioni per la sua realizzazione. Sulla trasformazione dell’ex colonia in un centro offshore del renminbi, un’analisi sta procedendo, ha detto Ip Sio Kai, vice general manager della filiale di Macao di Bank of China, una delle quattro grandi banche statali cinesi.

La diversificazione economica è tra i punti principali del programma del governatore di Macao Ho Iat Seng, che sarà formalmente in carica dal 20 dicembre.

L’obiettivo è di ridurre la dipendenza dell’ex colonia dalle tasse pagate dai sei colossi del gioco d’azzardo che regnano sulla città e che pesano per circa il 90% del gettito fiscale complessivo. All’attenzione di Pechino per Macao non manca una ricompensa per l’assenza delle proteste anti-governative e pro-democrazia che da oltre sei mesi stanno scuotendo la vicina Hong Kong, il cui ruolo di hub finanziario è sotto pressione. Non a caso, uno degli ultimi progetti di Pechino affida a Shenzhen la posizione guida nella finanza anche con le nuove prospettive offerte dalle applicazioni fintech. La città, che confina con Hong Kong e un tempo isola di pescatori, di avvia quest’anno a superare in termini di Pil Hong Kong per la prima volta.

Il presidente Xi, di recente, ha elogiato espressamente Macao per il rispetto del modello “un Paese, due sistemi”, lo schema che regola i rapporti tra il governo centrale sia con l’ex colonia portoghese sia con l’ex colonia britannica, improntato a una forte autonomia.

“I mercati finanziari di Hong Kong e Macao potrebbero essere complementari”, ha notato Chan Sau San, presidente della Monetary Authority di Macao, la banca centrale de facto dell’ex colonia, parlando sempre con il Global Times, il tabloid del Quotidiano del Popolo, la ‘voce’ del Partito comunista cinese. Macao, in questo scenario, si assumerebbe il compito di “facilitare servizi finanziari e transazioni con i Paesi che parlano portoghese”.

Altre misure addizionali allo studio includono l’ingresso di Macao nella Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib), l’istituto multilaterale promossa dalla Cina per lo sviluppo infrastrutturale in Asia, e una maggiore integrazione con la Greater Bay Area, il triangolo tra il ricco Guangdong e le due ex colonie che vuole sfidare la Silicon Valley e aggregati urbani come Tokyo e New York.