B.P.Bari: Commissione Ue pronta a ok a salvataggio (Rep)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La Commissione Ue sarebbe pronta ad autorizzare il salvataggio della Banca Popolare di Bari. Lo scrive Repubblica sottolineando che la Commissione non si sbilancia sulla fattibilità del piano varato dal governo per l’istituto pugliese, ma fa capire che tra il bail-in e una condanna di Bruxelles per aiuti di Stato, esiste una terza strada percorribile per evitare un intervento contrario alle regole europee.

Insomma, un salvataggio è possibile senza coinvolgere creditori, obbligazionisti o correntisti sopra ai 100mila euro. La soluzione però deve essere costruita in stretto contatto con i servizi dell’Antitrust europeo guidato da Margrethe Vestager. E lascia ben sperare il fatto che il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, abbia già discusso il caso con la liberale danese e abbia dato mandato ai tecnici del Tesoro di seguire le linee guida europee -delle quali conosce le virgole essendosene occupato da eurodeputato- per portare a casa un risultato che consentirebbe un salvataggio indolore dell’istituto pugliese.

Per ora a Bruxelles non esiste un dossier vero e proprio sulla Pop Bari in quanto di per sé il rafforzamento del patrimonio di Mediocredito centrale fino a 900 milioni tramite Invitalia non costituisce un’operazione rilevante dal punto di vista comunitario. Ad essere osservati saranno però i prossimi passi, che Roma dovrà intraprendere in stretto contatto con la Commissione. D’altra parte Bruxelles dopo le polemiche su Tercas, Venete, B.Mps e B.Carige è cosciente della sensibilità del dossier e non intende usare l’accetta. Inoltre il recente via libera Ue all’intervento pubblico per ricapitalizzare la tedesca NordLB potrebbe giocare a favore del Tesoro, che difenderà con la Commissione l’idea di un intervento simile.

Sono due i paletti che le autorità italiane devono tenere d’occhio. Se a intestarsi il salvataggio dell’istituto di Bari saranno appunto il Mediocredito centrale e il Fondo interbancario di tutela dei depositi, questi due soggetti dovranno prendere una serie di cautele in modo da ottenere il via libera di Bruxelles. Primo, il Fondo interbancario dovrà agire dimostrando di essersi attivato in modo autonomo, senza interferenze del governo. Per non incappare in una condanna europea basterà seguire il precedente della sentenza Tercas con la quale la Corte di giustizia Ue ha sbugiardato la Commissione sull’intervento in favore dei depositanti della Cassa di Teramo, indicando in modo chiaro i margini di intervento consentiti al Fondo.

C’è poi il secondo tassello del salvataggio disegnato dal governo, ovvero l’intervento di Mediocredito in favore della Popolare di Bari. Una mossa di per sé non vietata per il semplice fatto che l’azionista sia pubblico, tuttavia perché non si configuri come un aiuto di Stato illegale è necessario che Mcc operi a condizioni di mercato, ovvero con tassi e modalità che sarebbero accettate anche da un investitore privato.

In queste ore i massimi livelli tecnici del ministero dell’Economia sono in contatto con Bruxelles proprio per disegnare un intervento compatibile con le regole europee, come da mandato di Roberto Gualtieri. D’altra parte il ministro aveva già iniziato una discussione preventiva con Bruxelles a fine ottobre, quando ha incontrato Vestager per parlare principalmente di Alitalia ma per esaminare altri dossier. Gualtieri si è raccomandato con i suoi di rendere “noioso” il fronte europeo del salvataggio della Pop Bari: nel gergo del ministro significa negoziare silenziosamente e senza clamori con la Commissione per trovare la soluzione migliore per il Paese. Esattamente come fatto sulla finanziaria 2020 poi promossa dall’Europa.

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(END) Dow Jones Newswires

December 17, 2019 02:27 ET (07:27 GMT)