Banche: la bicamerale non parte (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Non c’è soluzione per l’elezione del presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. Anche la seduta convocata per domani mattina è slittata a data da destinarsi. La ragione ha un nome e un cognome: Elio Lannutti. Contro il senatore si sono levate le critiche e gli altolà di Partito democratico e dei renziani di Italia Viva.

Il fondatore di Adusbef, già parlamentare con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, non piace agli alleati di governo per via di scivoloni complottisti sui social network. Sta di fatto, tuttavia, che nelle scorse settimane sul suo nome si è incanalato il consenso dei componenti pentastellati della commissione chiamata a indagare sulle crisi nel mondo del credito degli ultimi anni, riprendendo il lavoro iniziato nella passata legislatura. I Cinque Stelle, in quanto partito di maggioranza, rivendicano la presidenza e già studiano eventuali piani B. Tra i papabili alternativi si parla dei deputati Raphael Raduzzi e Carla Ruocco e della senatrice Laura Bottici. La Ruocco, candidata nella votazione interna che ha incoronato Lannutti, è però già presidente della commissione Finanze della Camera e Bottici questore a Palazzo Madama. Gli altri due candidati nel voto informale dei giorni scorsi sono stati il senatore Marco Pellegrini e il deputato Alvise Maniero. «Elio Lannutti dice bene: il presidente di una commissione parlamentare d`inchiesta non è un dittatore, ma si attiene alla maggioranza. E siccome sulla sua auto-candidatura la maggioranza non c`è, agisca di conseguenza», ha scritto su Twitter il deputato Dem, Enrico Borghi. Ieri il senatore non sembrava tuttavia propenso a passi di lato. A questo punto nelle retrovie spunta anche l’ipotesi che alla presidenza possa andare un esponente Pd (si parla del senatore Alessandro Alfieri).

Di certo lo stallo si accompagna al rinvio dell’elezione dei componenti del Garante della privacy e dell’Autorità per le comunicazioni, la cui proroga scade a fine anno Nel mezzo le divergenze sul futuro della Popolare di Bari (con i più la polemica su presunti conflitti di interesse perché il figlio di Lannutti è dipendente della banca). L’M5S continua a indicare lo schema che porterà all’ingresso di Mediocredito centrale nell’istituto pugliese come il primo tassello della futura banca pubblica per gli investimenti. In casa grillina la parola nazionalizzazione non è un tabù.

red/fch

(END) Dow Jones Newswires

December 18, 2019 02:36 ET (07:36 GMT)