Valanga svizzera (di dati) sui contribuenti italiani

Tancredi Marino* e Francesco Provenzano** Italiaoggi.it 18.12.19

Svizzera

Mercoledì 18 Dicembre 2019 41 L’Amministrazione finanziaria elvetica sta ultimando i dossier da inoltrare a Roma

Valanga svizzera sulle Entrate

In arrivo i dati 2015-2016 di clienti italiani di Bsi e Efg

IMPOSTE E TASSE

DI TANCREDI MARINO* E FRANCESCO PROVENZANO**

L’

entrate i dati dei contribuenti italiani che detenevano una re- lazione bancaria (non dichia- rata al Fisco italiano) presso alcuni dei principali istituti di credito elvetici (UBS, BSI, EFG e altri potrebbero seguire) alla data del 23 febbraio 2015 e sino al 31 dicembre 2016 (ossia, pri- ma di dare concreta applicazio- ne al c.d. scambio automatico di cui al protocollo CRS).

A seguito dell’accoglimento di questa richiesta, con ogni probabilità, si procederà a for- mulare analoghe richieste in relazione agli attivi detenuti presso altri istituti localizzati in altre giurisdizioni firmatarie degli accordi del 2015, come ad esempio Principato di Monaco e Liechtenstein.

Tra gli operatori circola l’in- formativa secondo la quale sono state trasferite anche le

informazioni relative ai titolari (italiani) delle società appar- tenenti alla lista, diffusa nel 2016, denominata «Panama Papers». A ciò si aggiunga che, sulla base delle informazio- ni rese note sugli

organi di stampa, anche molti dei contribuenti ita- liani elencati nella c.d. lista del Credit Suisse, acquisita dalla Procura di Milano nel 2014, non avrebbero an- cora regolarizzato la propria posizione fiscale.

Il campione di

soggetti interes-

sati dallo scambio

di informazioni in

esame potrebbe essere, dun- que, significativo e le conse- guenze giuridico-tributarie di tali procedure impongono una riflessione sulle soluzioni per- corribili in relazione alle verifi- che che ne conseguiranno.

Non è ipotizzabile prevede- re con quale tempistica tali

informazioni verranno pro- cessate dall’Amministrazione finanziaria italiana, ma appa- re verosimile che la procedura amministrativo-tributaria sarà similare a quella utilizzata nel

finanziaria per un determinato periodo di imposta. In ipotesi di mancata risposta, ovvero di documentazione giustificativa ritenuta insufficiente, il Fisco italiano sarà legittimato ad

operare la presunzio- ne di evasione con- templata nell’art. 12 del dl 78/2009.

Questa ipotesi comporta delle de- licate conseguenze di carattere penale, spesso sottovaluta- te. Infatti, qualora successivamente al periodo di imposta oggetto di controllo a cui si ricollegano po- tenziali conseguenze di carattere penale- tributario (si ipotizzi

il 2015), il contribuente abbia posto in essere trasferimenti di attivi, ovvero modifiche formali dell’anagrafe bancaria (si pensi ai documenti sulla residenza) finalizzate ad occultare i pa- trimoni, si potrebbero profila- re l’ipotesi dell’autoriciclaggio (reato introdotto dal legisla-

tore a far data dal 1° gennaio 2015 e che prevede pene seve- re per chi, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in at- tività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da osta- colare concretamente l’identifi- cazione della loro provenienza delittuosa).

Giova ricordare, inoltre, che al ricorrere di fattispecie fraudolente, l’Agenzia delle entrate non riconosce la vali- dità del ravvedimento operoso, e tali discusse tematiche non sembrano essere state risolte dalla recente legge di Bilancio, che ha introdotto nuove cause di non punibilità in relazione al pagamento del debito tribu- tario nel contesto della riforma del D. Lgs. 74/2000.

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* Avvocato, Partner Studio DWF. ** Avvocato, Counsel Studio DWF.

Amministrazione fi- nanziaria svizzera è in procinto di trasfe-

rire all’Agenzia delle

Lo scontrino fiscale diventa obbli- gatorio in Germania. A partire dal 1° gennaio 2020, tutti i rivenditori tedeschi avranno l’obbligo di rila- sciare la ricevuta ai loro clienti. Dal nuovo anno, in Germania sarà in vigore l’obbligo di ricevuta (Bon- Zwang), secondo la «Legge contro la manipolazione dei registri contabili digitali», denominata la Kassenge- setz 2020. Un obbligo che prevede sanzioni fino a 25 mila euro in caso di mancata emissione. La legge si applica a chiunque venda beni o offra servizi a pagamento. Chi non dispone di un registratore di cassa elettronico dovrà inserire manual-

mente ogni transazione in modo che l’agenzia delle entrate possa rintracciarla. La ricevuta dovrà contenere le seguenti informazio- ni: nome e indirizzo dell’emittente, l’ora e la data della ricevuta, il tipo e la quantità di articoli acquistati. Deve inoltre includere un numero di emissione e il numero di serie del sistema di cassa. L’obbligo di emet- tere la ricevuta è il primo passo ver- so l’introduzione della fatturazione elettronica. Si ricorda che lo scor- so giugno un comitato di esperti da Berlino è venuto a Roma a studiare il modello-Italia sul funzionamento della fatturazione elettronica.

Tuttavia, al centro delle polemi- che, non sono finite tanto le que- stioni sui nuovi adempimenti buro- cratici da affrontare, ma si discute sui problemi di natura ambientale che la nuova legge avrà sulla produ- zione di nuova spazzatura. Welt ha riportato che il numero di ricevute stampate ogni anno in Germania «è sufficiente a coprire 43 campi da calcio. Collocate una dopo l’al- tra, sarebbero lunghe 2,2 milioni di chilometri, sufficienti per avvolgere l’equatore 50 volte».

Gli esperti ritengono che le rice- vute siano particolarmente proble- matiche perchè vengono stampate

su carta termica che, come sottoli- nea l’Agenzia federale per l’ambien- te, «solitamente sono rivestite con la sostanza chimica bisfenolo A» – una sostanza chimica industriale utilizzata per produrre plastiche e resine che influisce sulla fertilità, e sostanza che, tra l’altro, dovrà essere gradualmente eliminata dal 2020. Le ricevute possono essere ri- lasciate anche via e-mail o telefono. Anche se il modulo cartaceo non è obbligatorio, resta da vedere se lo scambio di indirizzi e-mail presso «dal panettiere» prevarrà.

Matteo Rizzi

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2009 per i contribuenti ripor- tati nella c.d. «Lista Falciani». Pertanto, con ogni probabilità, i soggetti interessati riceveran- no un invito al contraddittorio al fine di chiarire la propria posizione fiscale per gli attivi detenuti all’estero, per come risultanti all’Amministrazione

Lo scontrino fiscale diventa obbligatorio in Germania

LA DECISIONE IN DUE DOCUMENTI DI PAPA FRANCESCO

Cade il segreto sui processi in tema di pedofilia del clero

DI ANTONINO D’ANNA

Cade il segreto sui processi in tema di pedofilia del clero e abuso sessuale di sacerdoti su minori e la normativa ca- nonica viene avvicinata a quella laica in tema di materiale pedopornografico. Sono queste le decisioni che Papa Fran- cesco ha reso pubbliche il 17 dicembre scorso con due rescritti. Vediamo quali sono.

Fine del segreto. Il primo rescritto contiene un’Istruzione sulla riservatez- za delle cause: con effetto immediato cessa il segreto pontificio su denunce, processi e decisioni riguardanti sia i delitti all’art. 1 del Motu proprio Vos estis lux mundi del 7

maggio ‘19 che i delitti all’art. 6 delle Normae de gravioribus delictis riservati al giudizio della Congregazione per la Dottrina della

Fede secondo il Motu proprio Sacra- mentorum Sanctitatis tutela di San Giovanni Paolo II del 30 aprile 2001 (e successive modifiche avvenute sotto Benedetto XVI nel 2010). Nel primo caso parliamo di violenza o minaccia mediante abuso d’autorità a compiere o subire atti sessuali; atti sessuali con minore o persona vulnerabile (come ad esempio con ritardo cognitivo); produ- zione, esibizione, detenzione o distri- buzione di materiale pedopornografico e reclutamento o induzione di minore o persona vulnerabile a partecipare ad esibizioni pornografiche; intralcio alle indagini civili, canoniche, ammi- nistrative o penali contro in merito a

tali delitti. Nel secondo caso si tratta di abuso sessuale commesso da chierico con minore di 18 anni; acquisizione, detenzione o divul- gazione di materiale

pornografico di minori sotto i 14 anni (dal 1° gennaio 2020 sotto i 18 anni). In queste ipotesi non si applica il segreto pontificio, che dal 1974 (Motu proprio Secreta continere di San Paolo VI) tu- telava in particolare (art. 1 §4): «Le de- nunce extra-giudiziarie di delitti contro la fede e i costumi, e di delitti perpetrati contro il sacramento della penitenza, come pure il processo e la decisione riguardanti tali denunce». Finito tut- to: chiunque sia sottoposto a questo segreto dovrà aprire bocca davanti a un pubblico ministero o a un giudice laico, così come cade il segreto d’ufficio (art.3): esso «non osta all’adempimento degli obblighi stabiliti in ogni luogo dal- le leggi statali, compresi gli eventuali obblighi di segnalazione, nonché all’ese- cuzione delle richieste esecutive delle autorità giudiziarie civili». La Chiesa non introduce nella legge canonica l’ob- bligo automatico di denuncia del prete pedofilo da parte del suo vescovo, ma il

vescovo deve farlo se lo obbliga la legge statale. Chi segnala, vittime e testimoni (art. 5), non possono essere zittiti.

Nuove norme. Il secondo rescritto, che modifica le Normae de gravioribus delictis riservati al giudizio della CdF secondo il Motu proprio Sacramento- rum Sanctitatis Tutela del 2001 e suc- cessiva modifica del 2010, innalza l’età delle vittime: prima veniva colpita l’ac- quisizione, detenzione o divulgazione di materiale pornografico di minori sotto i 14 anni: dal 1° gennaio 2020 si sale a 18, come nel caso del nostro art. 600 ter ultimo comma. In questi processi si apre (art. 2 §1) ai laici: potrà essere avvocato e procuratore un fedele, pur- ché provvisto: «di dottorato in diritto canonico, che viene approvato dal Pre- sidente del collegio»; restano invece sa- cerdoti (art. 2 §2) giudice, promotore di giustizia (l’equivalente del Pm) e notaio (il nostro cancelliere).

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