Le sei principali sfide del sistema bancario europeo entro il 2020

NICOLÁS M. SARRIÉS expansion.com 1.1.20

Filiali bancarie Catene JM EXPANSION

L’eccesso di capacità, i ricavi in calo e il consolidamento sono alcuni dei punti critici del settore, secondo l’agenzia di rating tedesca Scope.

Gli analisti dell’agenzia di rating del credito Scope Ratings hanno messo in sei le grandi sfide che le banche europee dovranno affrontare nel 2020. In un recente rapporto, l’impresa tedesca pone l’eccesso di capacità installata, la concorrenza del fintech, la caduta del reddito, forti investimenti in tecnologia, consolidamento a livello nazionale e una serie di nuovi rischi come le principali preoccupazioni del settore.

Capacità in eccesso

Scope ritiene che le reti di uffici fisici siano il grande “elefante nella stanza” del settore bancario europeo, mentre discutono della velocità più appropriata per affrontare la trasformazione digitale delle entità. L’agenzia prevede che la battaglia tra banche tradizionali e nuovi concorrenti verrà avviata nell’anno appena iniziato, il che dimostrerà ulteriormente l’eccesso di capacità installata della prima.

Il rapporto prevede che la pressione sui ricavi previsti nel 2020, con tassi di interesse sul terreno ancora più negativi, renderà alla fine impossibile per le banche mantenere costose reti di uffici e servizi centrali sovradimensionati. Secondo le loro previsioni, rispetto alle 174.000 filiali bancarie nell’Unione europea all’inizio del 2019, entro la fine del 2020, la cifra sarà ridotta a circa 140.000 a 145.000 uffici, con “tagli più drastici” ancora negli anni seguenti.

Maggiore concorrenza

Il settore bancario europeo sta registrando un boom di nuovi progetti finanziari basati sulla tecnologia. Questi nuovi concorrenti fintech stanno organizzando una battaglia con le banche in alcuni segmenti di business particolarmente redditizi, come i pagamenti.

Secondo gli analisti Scope, nel 2020 emergerà una maggiore concorrenza in altri segmenti più centrali dell’attività bancaria, come conti correnti, carte di credito, mutui o consulenza finanziaria.

Il rapporto anticipa la crescente concorrenza a causa delle norme europee progettate per incoraggiare le attività bancarie aperte (la direttiva PSD2, ad esempio). Questo nuovo ecosistema condurrà parte delle entità tradizionali a scommettere su strategie commerciali bancarie, fornendo servizi a terzi come se fosse un’etichetta bianca. “Una banca che garantisce di poter vendere un gran numero di propri prodotti ai propri clienti sembrerà meno convincente nel nuovo ecosistema rispetto a un’altra entità che sviluppa una piattaforma aperta e raggiunge accordi commerciali con terzi”, aggiunge la società.

Reddito sopravvalutato

Le banche non otterranno risultati migliori nel 2020 rispetto a quelli raggiunti nel 2019, avverte Scope, a causa della pressione sui margini risultante dalla nuova politica dei tassi ultra-bassi della BCE. Né la strategia di crescita attraverso volumi più elevati, né l’ingresso in nuove attività che generano più commissioni sembrano opzioni praticabili per gli analisti dell’agenzia, che ritengono che le banche più grandi e diversificate avranno una maggiore capacità di ripresa in questo ambiente.

Investimento tecnologico

Una delle ovvie uscite segnalate dai supervisori e dagli analisti per affrontare questi anni di pressione sui margini è la riduzione dei costi e gli incrementi di efficienza. Tuttavia, da Scope ritengono che questa opzione non sia così ovvia come sembra, dal momento che richiede ingenti investimenti in tecnologia e trasformazione digitale in un breve lasso di tempo, che in nessun caso sarà economico e, quindi, non sarà disponibile Per l’intero settore. Questa situazione sarà particolarmente difficile per le entità più piccole, poiché non saranno in grado di beneficiare dei vantaggi di scala che comporta questo tipo di investimento.

Consolidamento inevitabile

Tutti i precedenti punti deboli hanno portato gli analisti Scope a vedere “inevitabili” fusioni di banche nazionali da ora in poi.

In Germania, Austria o Svizzera, il consolidamento delle entità regionali accelererà, mentre in altri paesi della zona euro come l’Italia, potrebbe verificarsi una concentrazione volta a guadagnare scala ed efficienza. Invece, il rapporto vede le operazioni transfrontaliere più difficili: “Non sembra un percorso realistico nell’era digitale”, poiché sostengono che il processo di digestione di una grande banca può distrarre da priorità più urgenti come la trasformazione digitale.

Nuovi rischi

Poiché l’appetito per il rischio del settore bancario europeo è rimasto limitato negli ultimi anni, il 2020 non sarà un esercizio in cui la qualità delle attività delle entità diventa un problema, prevede l’agenzia di rating tedesca. Altri fattori di rischio come la Brexit non influiranno sui bilanci delle banche nel loro insieme, avverte. Tuttavia, i rischi associati alla sicurezza informatica, al comportamento, al riciclaggio di denaro o al cambiamento climatico diventeranno più tangibili, il che costringerà il sistema bancario ad allocare risorse crescenti per prevenire problemi ipotetici.