Esselunga: i Caprotti a un bivio (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Bernardo Caprotti, il co-fondatore di Esselunga, è morto il 30 settembre 2016. All’indomani dell’apertura del suo ricchissimo testamento (75 milioni sono andati alla segreteria di una vita, Germana Chiodi) si è scatenata la guerra tra i due rami della famiglia. Da un lato la seconda moglie, Giuliana Albera e la terzogenita, Marina, che hanno avuto il 70% dell’impero della grande distribuzione da 8 miliardi di ricavi e 159 supermercati, mentre ai figli di primo letto, Giuseppe e Violetta è andata la minoranza, il 30%. A tutti, ovviamente, sono state poi assegnate proprietà immobiliare e altri lasciti di inestimabile valore.

Ma, ricorda Milano Finanza, Giuseppe e, soprattutto, Violetta Caprotti non hanno mai accettato questa spartizione. E tantomeno l’opzione di riacquisto del 30% della holding Supermarkets Italiani esercitata nel gennaio di un anno fa da Giuliana Albera e Marina Caprotti (come previsto nell’accordo siglato tra i due rami della dinastia nel 2017). Al punto che si è arrivati all’arbitrato sul valore dell’intera azienda, cristallizzato al 2016 (fatturato di 7,54 miliardi e mol di 658,6 milioni). Un processo, gestito dal collegio arbitrale composto dal presidente Enrico Laghi e da Gualtiero Brugger (indicato dall’azionista di maggioranza) e Mario Cattaneo (proposto dai soci minoritari), che arriverà a conclusione entro la fine di questo mese o al più tardi entro metà febbraio. A breve, infatti, secondo indiscrezioni di mercato, gli arbitri di parte depositeranno le memorie. Così si potrà procedere alla definizione della valutazione dell’intero perimetro di Esselunga. Società che, per i numeri del 2016, viene valutata tra i quattro e i sei miliardi. Mentre oggi, con ogni probabilità l’enterprise value della catena della gdo è ulteriore visto che il giro d’affari ha toccato gli 8 miliardi e che nel 2018 l’ebitda era di 710 milioni, il 7,8% in più del dato del 2016. E’ plausibile che, alla fine, il collegio propenda per una valutazione nella parte alta della forchetta stimata dal mercato. Rumors non confermati ipotizzano che si possa giungere a un accordo tra i tre arbitri su una cifra superiore ai 5 miliardi.

red

(END) Dow Jones Newswires

January 13, 2020 02:30 ET (07:30 GMT)

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