Profumo nello stretto di Messina

lospiffero.com 14.1.20

Endorsement del ceo di Intesa per il presidente uscente della Compagnia di San Paolo. La sindaca Appendino, come al solito, svicola. Il governatore Cirio a colloquio con i big della finanza prepara le sue mosse in asse con la Liguria

“La Compagnia San Paolo oggi è un punto di forza assoluto di questo territorio anche nel rapporto con la banca e nel trasmettere alla banca le esigenze del territorio. Il presidente Francesco Profumo interpreta al meglio questo ruolo”. Non poteva prevedersi un endorsement più chiaro, deciso e pesante a favore di una riconferma dell’attuale numero uno della fondazione di corso Vittorio Emanuele di quello che stamattina gli è arrivato dal ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina. Ribaltando la prassi che vorrebbe essere l’azionista a indicare l’amministratore delegato e non viceversa, Messina cogliendo l’occasione della presentazione della nuova Gallerie d’Italia della banca a Torino, nella storica sede di Palazzo Turinetti in piazza San Carlo, ha fatto chiaramente intendere la sua visione decisamente a favore di un secondo mandato per l’ex ministro alla guida della Compagnia che, appunto, della banca è uno dei maggiori azionisti.

Un neppur troppo celato auspicio, quello di Messina, che è stato accolto tra stupore e qualche storcimento di naso dal parterre dei rois riunito per l’occasione: alla presentazione del progetto curato dall’architetto Michele De Lucchi erano presenti, tra gli altri, il presidente della banca Gian Maria Gros-Pietro, l’emerito Giovanni Bazoli, il presidente della Fondazione Crt Giovanni Quaglia, il governatore Alberto Cirio e la sindaca Chiara Appendino. Proprio quest’ultima, un tempo con il pollice verso rispetto a una riconferma di Profumo al vertice della Compagnia, si è esercitata nell’arte della diplomazia con dichiarazioni improntate al miglior paraculismo: tenere il punto senza sbilanciarsi e senza provocare allarmi e inutili tensioni, a pochi mesi dall’appuntamento cruciale. Ad oggi resta lei, la sindaca, l’ostacolo più grande sulla strada per un secondo mandato dell’ex ministro e già rettore del Politecnico, anche se non sarebbe davvero sorpresa un cambio repentino sul filo di lana: “Si cercherà una linea condivisa che possa essere rappresentativa di tutta la città”, ha sentenziato, dando la stura a ogni genere di interpretazioni. Darà il via libera, scontentando le frange più intransigenti della maggioranza grillina ma accogliendo i sempre più pressanti inviti di parte dell’establishment cittadino (e non solo)?

Da tenere d’occhio anche i movimenti del presidente della Regione che, con i suo asse genovese e il venire meno di quel sistema camerale che aveva visto protagonista per anni delle manovre attorno e dentro la cassaforte piemontese Enrico Salza, punta a ritaglirsi un ruolo da protagonista. Cos’abbia in mente il governatore, visto in conciliabolo con Messina e Gros-Pietro, non è dato sapere, ma la sua potrebbe essere una sorpresa, magari anche in grado di scombinare i piani della Appendino in una fase in cui se è nota l’intenzione di Profumo di cercare di mantenere il posto, aleggia ancora – legata a doppio filo con le dinamiche per la corsa alla presidenza di Confindustria – l’ipotesi di una promozione dell’attuale vicepresidente Licia Mattioli

Di certo oggi si è plasticamente evidenziato il sostegno dell’amministratore delegato della banca nei confronti di uno dei suoi azionisti di maggiore importanza. Che, in modo piuttosto grossolano, ha gettato sulla bilancia il proprio peso: “Noi siamo il primo datore di lavoro privato di questo territorio perché qui diamo più lavoro della Fca e della Ferrero e siamo gli unici che stanno portando l’accelerazione in termini di persone che verranno assunte, perché con il progetto dell’assicurazione porteremo centinaia di nuovi posti di lavoro”. Messina ha, inoltre, aggiunto di sentire, come banca “la responsabilità non solo di essere il primo datore di lavoro rimasto in questa regione ma anche quella di poter essere uno dei motori che accelereranno l’occupazione su questo territorio”, arrivando a dire che “questo territorio, questa città, questa regione, senza Intesa Sanpaolo non esisterebbero”. Perbacco. Di fronte a questa affermazione, anche quella inusuale “scelta” dell’azionista da parte del suo amministratore delegato sembra poca cosa.