Il “modello Clinton” contagia anche i reali

LORETTA NAPOLEONI Caffe.ch 26.1.20

La multinazionale filantropica diventa marchio di successo

Il principe Harry e sua moglie Meghan hanno deciso di abbandonare gli impegni della corona per lanciarsi in un’altra attività: trasformare la coppia in un’impresa multinazionale filantropica in grado di garantire a marito e moglie l’indipendenza finanziaria. Ai coniugi, infatti, non bastano le decine e decine di milioni di dollari che hanno ereditato, guadagnato ed accumulato, ce ne vogliono molti di più per vivere e “per fare del bene al prossimo”. Specialmente adesso che non riceveranno più sovvenzioni dalla corona. Come riuscirci? Semplice: trasformando la loro immagine in un marchio che frutti denaro, molto denaro con il quale fare beneficenza.
La filantropia moderna è ben diversa da quella del passato, Rockefeller donava denaro prodotto dalle proprie attività per accattivarsi il pubblico che altrimenti lo avrebbe guardato con sospetto in quanto miliardario. Oggi essere straordinariamente ricchi è invece positivo, produce ammirazione, instilla fiducia, è il massimo dello status symbol. Più dell’attività filantropica è la ricchezza ad essere percepita positivamente dalle masse. In quest’ottica usare la filantropia a scopo di lucro, e così facendo poter donare di più, è il massimo dell’altruismo.
Il modello che i coniugi Sussex utilizzeranno si ispirerà a quello inventato dai Clinton negli anni Novanta, decisamente sui generis, tanto che Charity Navigator, l’istituzione mondiale che monitora le imprese caritatevoli, ha rimosso la Fondazione Clinton dalla sua lista perché non può essere considerata esclusivamente filantropica. 
Charles Ortel, analista che più di dieci anni fa ha lasciato Wall Street per ricostruire l’operato dei Clinton, spiega come la coppia più potente d’America sia riuscita a capitalizzare i propri successi politici grazie alla fondazione. In primis i Clinton hanno usato tutti i contatti e le relazioni accumulate durante gli otto anni trascorsi alla Casa Bianca per raccogliere fondi e questo è stato possibile perché hanno mantenuto un piede nell’arena del potere. Uscito Bill è stata la volta di Hillary, diventata prima senatrice e poi segretario di stato sotto il presidente Obama. Da questa posizione di potere la raccolta di denaro si è svolta secondo il principio del ‘do ut des’, scambio di favori reciproci con gli sponsor. In terzo luogo, il profilo altissimo dei Clinton ha permesso loro di aggiudicarsi tutti i grandi appalti, si pensi al terremoto di Haiti, anche se la fondazione non aveva le competenze tecniche adeguate. Infine, i subappalti sono stati allocati alle imprese di proprietà dei benefattori, che in questo modo ne hanno tratto guadagno. 
Nel suo libro sulla Fondazione Clinton, Clinton Cash, Peter Schweizer, afferma che arricchirsi non è un reato, ma potrebbe esserlo se lo si fa pretendendo di essere un’organizzazione umanitaria non a scopo di lucro. Schweizer afferma che nel ruolo di segretario di stato Hillary Clinton ha diretto e facilitato  transazioni di grosse somme verso la Fondazione del marito e della figlia da parte di cittadini privati – si pensi ai più di 100 miliardi di dollari raccolti tra gli sceicchi del golfo Persico – e da parte di governi e organizzazioni internazionali.
La nascita ‘della coppia filantropica a scopo di lucrò ha spinto altre coppie famose a fare la stessa cosa. È sicuramente il caso dei Blair e degli Obama. Lungi dal ritirarsi nel ranch texano e dedicarsi alla pittura o al giardinaggio, come hanno fatto i coniugi Bush, i Blair e gli Obama si sono trasformati in un brand,. Come i Clinton hanno scritto le proprie biografie – gli Obama hanno ricevuto 60 milioni di dollari per la loro – sulla scia delle quali hanno lanciato attività di consulenza nel settore finanziario. Gli Obama sono anche entrati nel mondo dello spettacolo, firmando un contratto miliardario con Netflix. È quello che cercheranno di fare Harry e Meghan? È probabile.