In arrivo i pagamenti su WhatsApp

tio.ch 30.1.20

Payments sarà implementato in diversi Paesi nei prossimi sei mesi. Lo ha dichiarato Mark Zuckerberg

MENLO PARK – WhatsApp Payments, il sistema per inviare denaro in chat “facile e veloce come l’invio di una foto” che è stato sperimentato su un milione di utenti indiani nel 2018, sarà “implementato in diversi Paesi nei prossimi sei mesi”.

Lo ha dichiarato oggi Mark Zuckerberg nell’intervento per la presentazione dei risultati finanziari, poi postato su Facebook, in cui ha affrontato anche i temi della privacy e delle interferenze elettorali, ribadendo la richiesta di “regole chiare” per il settore.

Il fondatore del colosso di Menlo Park ha affermato che nel mondo circa 2,9 miliardi di persone usano ogni mese Facebook, Instagram, WhatsApp o Messenger, e che 2,3 miliardi usano almeno uno di questi servizi ogni giorno. Accanto a questi numeri «ci sono oltre 140 milioni di piccole imprese che usano i nostri servizi per crescere».

In tema di elezioni, «siamo molto concentrati sull’integrità elettorale», ha assicurato Zuckerberg, che si è detto “orgoglioso dei progressi fatti per prevenire le interferenze straniere”.

Nel 2016, anno della vittoria di Donald Trump, «eravamo rimasti indietro, ma dopo aver lavorato per proteggere le elezioni in paesi di tutto il mondo, dall’Ue all’India, dal Messico al voto di metà mandato in Usa, pensiamo che i nostri sistemi siano ora più avanzati di qualsiasi altra azienda, e spesso avvisiamo le forze dell’ordine e l’intelligence in merito alle minacce che identifichiamo».

Sulla tutela delle informazioni personali, Zuckerberg ha ribadito l’impegno a «costruire audit e controlli sulla privacy che stabiliranno un nuovo standard per il nostro settore, andando oltre ciò che oggi è richiesto dalla legge».

Un progetto su cui – ha aggiunto – sono al lavoro «più di 1000 ingegneri». «Ci vorrà del tempo, ma nel prossimo decennio voglio costruire una reputazione sulla privacy che sia forte quanto la nostra reputazione nella realizzazione di servizi buoni e stabili».

«Quando si tratta di problemi sociali di tale importanza – ha quindi evidenziato Zuckerberg – non penso che le società private dovrebbero prendere così tante decisioni importanti da sole. Non credo che ogni servizio debba decidere individualmente quali contenuti o pubblicità sono ammessi durante le elezioni o quali contenuti siano dannosi. Ecco perché – ha ribadito – ho chiesto una regolamentazione più chiara per il nostro settore».