Il giudice respinge un reclamo Orcel contro Santander per frode procedurale

expansion.com 14.2.20

Andrea Orcel ESPANSIONE NOTIZIE BLOOMBERG

Un tribunale di istruzione di Madrid ha accusato di non intentare un’azione giudiziaria presentata da Andrea Orcel contro Santander, a cui ha attribuito un presunto reato di frode procedurale per aver tentato di ingannare il giudice che deve risolvere nella giurisdizione civile la sua pretesa nei confronti dell’entità dopo la sua mancata firma come CEO, come pubblicato da El Español e hanno confermato fonti informate.

Fonti ufficiali di Santander hanno rifiutato di commentare.

Orcel ha presentato una causa a maggio dello scorso anno in cui Santander chiede un risarcimento di 112 milioni di euro dopo che Santander rinuncia alla sua assunzione. La nuova denuncia per frode procedurale sosteneva che, una volta intentata la prima causa, Santander presentava una risposta con la quale forniva quattro e-mail in cui il logo del gruppo e l’indirizzo e-mail dei mittenti venivano rimossi. Secondo la denuncia di Orcel, Santander “vuole manipolare” il giudice che deve decidere in merito alla causa civile per convincerlo che non vi era alcun contratto se non una lettera di offerta precedente non consolidata.

Una delle lettere presumibilmente manipolate era quella inviata a Orcel dal consulente della società di cacciatori di teste Russell Reynolds, Dee Symons. Questa e-mail serve a Santander per discutere davanti al giudice civile che Orcel sapeva che la lettera di offerta non era il contratto richiesto dalla legge. La denuncia faceva inoltre riferimento a presunte “manipolazioni” di due certificazioni del verbale del comitato per le nomine e di un altro del comitato per le compensazioni.

La Court of Instruction ritiene che i requisiti legali per l’ammissione del reclamo al trattamento non siano indicati. Da un lato e per quanto riguarda le poste, il magistrato sottolinea che “la tesi secondo cui il contributo di quattro e-mail in cui il mittente e il logo della banca è cancellato non può essere condiviso, senza che il suo contenuto sia discusso dal denunciante, supponiamo che alcune azioni fraudolente tendano a ingannare il giudice civile “. Per quanto riguarda il verbale dei comitati del consiglio, “non possono neppure qualificarsi come indicazione minima” che sia stato fatto un tentativo di indurre in errore il giudice civile.

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