BANCA ETRURIA / IGNAZIO VISCO SFUGGE ALL’INTERROGATORIO

15 Febbraio 2020 di: Cristiano Mais lavocedellevoci.it

Condanna ad un anno e due mesi in appello per i vertici di Banca Etruria.

Lo ha deciso il tribunale di Firenze nel processo di secondo grado che ha visto alla sbarra, tra gli altri, l’ex presidente dell’istituto Giuseppe Fornasari e l’ex direttore generale Luca Bronchi, con l’accusa di ostacolo alla vigilanza. Assolto il dirigente Davide Canestri.

In primo grado i tre erano stati assolti ad Arezzo. Fornasari e Bronchi sono stati condannati anche in solido a risarcire Bankitalia, parte civile (sic) nel procedimento: stabilita una provvisionale da 327 mila euro.

Ma la chicca è un’altra. All’udienza del 12 febbraio per il crac di Banca Etruria, è stata letta una comunicazione inviata dal numero uno di Bankitalia, Vincenzo Visco, il quale ha fatto sapere che non sarà presente alla prossima udienza, nella quale è prevista la sua escussione come teste. L’ufficio di Visco ha comunicato che “Il Governatore per quel giorno è impegnato in una missione istituzionale all’estero”.

Sorge spontanea la domanda: è mai possibile che il teste cardine se ne freghi di essere interrogato al processo per il crac di Banca Etrutria che vede tanti cittadini truffati e ridotti sul lastrico?

Ai confini della realtà.

Può non rispondere, il signor Governatore, a domande sulla scarsa vigilanza attuata? Sugli occhi chiusi in anni di mala-gestione ad Etruria, così come nelle altre banche finite in crac?

Da Palazzo Koch trapela solo che “verrà fornita la massima collaborazione” e che “un rappresentante della Banca d’Italia sarà presente comunque all’udienza”. Da non credere!

Ma la procedura non è così semplice a automatica come cercano di far credere in Bankitalia.

Ad esempio, l’avvocato Lorenza Calvanese, che ha chiamato il Governatore a testimoniare, può facilmente ritenere – come è normale che sia – indispensabile la presenza di Visco. E in ogni caso dovrà essere la stessa Corte a prendere in esame la richiesta della difesa o a ritenere non indispensabile la testimonianza del numero uno di Bankitalia.

La senatrice toscana dei 5 Stelle Laura Bottici sostiene: “Mi auguro che il giudice convochi Visco in un’altra data e che il Governatore si renda disponibile perché il codice di procedura penale parla chiaro: non è possibile inviare un sostituto in tribunale, per testimoniare in un’udienza”.

Come mai i Soloni del massino istituto di vigilanza non conoscono una regola così semplice?

Prosegue Bottici: “In qualità di cittadino e di rappresentante delle istituzioni, Visco non si può sottrarre ad una testimonianza così importante. Non recarsi in tribunale vorrebbe dire non riconoscere il potere giudiziario. L’udienza in questione è di fondamentale importanza ed è necessario che a far luce sulle vicende di Banca Etruria sia Visco in persona. I risparmiatori attendono risposte da troppo tempo”.

Capito?

 

nella foto Ignazio Visco