Moody’s pronta a promuovere Ubi. Titolo sotto il prezzo offerto da Intesa

Francesca Gerosa milanofinanza.it 21.2.20

Dopo S&P anche Moody’s ha posto in revisione per un possibile upgrade tutti i principali rating a lungo termine di Ubi Banca. E a seguito dell’offerta presentata da Intesa, ha confermato tutti i rating su Ca’ de Sass e su Bper Banca. Per Akros era scontato il no del Car. Difficile una controfferta. Il mercato guarda a Mps

Dopo S&P anche Moody’s ha posto in revisione per un possibile upgrade tutti i principali rating a lungo termine di Ubi Banca. Inoltre l’agenzia di rating, a seguito dell’offerta presentata da Intesa Sanpaolo per rilevare Ubi, ha confermato tutti i rating su Ca’ de Sass, tra cui il giudizio Baa1 sul debito di lungo termine senior unsecured, mantenendo l’outlook a stabile. Al contempo Moody’s ha confermato tutti i rating su Bper Banca, mantenendo l’outlook stabile sul rating di lungo termine sui depositi (Baa3) e sul debito senior unsecured (Ba3).

Una decisione che segue l’annuncio fatto dalla banca lo scorso 17 febbraio, nel quale ha comunicato la sottoscrizione di un accordo con Intesa Sanpaolo per l’acquisizione di un ramo d’azienda composto da circa 1,2 milioni di clienti distribuiti su 400/500 filiali bancarie, in caso di perfezionamento dell’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria promossa da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca.

Oggi in borsa il titolo Bper Banca perde lo 0,88% a 4,157 euro, Intesa Sanpaolo cede l’1,04% a 2,52 euro e Ubi Banca si conferma sotto il prezzo implicito a 4,25 euro per azione messo sul piatto dalla banca guidata da Carlo Messina. Già ieri il titolo ha chiuso la seduta sotto questo livello a 4,23 e oggi scambia a 4,174 euro, registrando una flessione dell’1,32%, dopo che ieri il patto di consultazione Car, che aggrega il 17,8% del capitale di Ubi e comprende alcune fondazioni e famiglie imprenditoriali di Bergamo e Brescia, ha ritenuto l’offerta pubblica di scambio da 4,86 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo, così come prospettata, inaccettabile. 

“L’ops di Intesa-Unipol, come prospettata, appare ostile, non concordata, non coerente con i valori impliciti di Ubi e dunque inaccettabile”, hanno affermato i soci del comitato azionisti di riferimento di Ubi. E Mario Cera, uno dei membri del comitato, non ha escluso di aumentare la propria quota nel capitale di Ubi. Nei giorni scorsi lo stesso patto aveva anticipato un probabile incremento della quota fino al 20% con l’ingresso di altri piccoli soci storici della banca, senza superare la soglia del 25% che farebbe scattare l’obbligo di un’opa.

Si ricorda che Intesa ha subordinato la propria offerta carta contro carta all’acquisizione di almeno il 66,67% del capitale della banca guidata da Victor Massiah, riservandosi di accettare una soglia più bassa, ma comunque non inferiore al 50% più un’azione. E Messina ieri ha ribadito che ci sono “zero probabilità” che Intesa Sanpaolo alzi il prezzo offerto.

Fonti vicine alla vicenda hanno riportato all’agenzia Reuters che l’istituto starebbe esaminando piani alternativi all’offerta ostile lanciata da Intesa e potrebbe esplorare l’acquisizione di Mps, guardacaso in volata del 3,25% a 2,09 euro stamani in borsa, il cui ceo, Marco Morelli, ieri ha comunicato ai membri del cda e ai membri del comitato di direzione di aver informato il ministro dell’Economia della sua indisponibilità al rinnovo dell’incarico in scadenza con la prossima assemblea di bilancio prevista per il 6 aprile.

Il nuovo ceo nei prossimi mesi affronterà due importanti dossier: l’attuazione del processo di riduzione del rischio attraverso la cessione fino a 10 miliardi di euro di npe ad Amco e la privatizzazione dell’istituto. Si ricorda, infatti, che due giorni fa il ministro dell’Economia Gualtieri ha definito come positive le discussioni con la Commissione Europea sull’operazione di riduzione del rischio e ha confermato le tempistiche dell’uscita del Mef dal capitale nel 2021.

Gli analisti di Banca Akros si aspettavano che il Car si opponesse all’offerta, ma ricordano agli investitori che Intesa offre un premio ex dividendo del 19% a tali azionisti. Al contempo, Ca’ de Sass ha promesso ai suoi azionisti una nuova politica dei dividendi, assicurando un dividendo di 0,20 euro per azione sul bilancio 2020 e oltre 0,20 euro sul bilancio 2021, “che a nostro avviso sarebbe convincente per gli interessi delle fondazioni locali”, affermano a Banca Akros.

Infine, “dato che Ubi Banca deve rispettare la passivity rule, l’unico modo per evitare l’offerta di Intesa sarebbe una controfferta da parte di un altro player bancario, che non vediamo materializzarsi, data la forza patrimoniale di Intesa e le sinergie rilevanti: 730 milioni di euro al lordo delle tasse che la banca conta di estrarre dal deal con Ubi”, aggiungono gli esperti di Banca Akros ricordando che l’offerta di Intesa è subordinata all’acquisizione di almeno due terzi del capitale di Ubi, al fine di garantire una maggioranza qualificata necessaria in assemblea per approvare la fusione. “Il capitale flottante sembra abbastanza consistente da garantirlo. Manteniamo il rating accumulate e il target price a 4,3 euro su Ubi, sulla base di quanto offerto da Intesa”