Alla soglia dei 70annidirsi addio e divorziare

MAURO SPIGNESI Caffe.ch 23.2.20

Lui ha 84 anni, lei ne ha 81. Dopo una lunga convivenza, tre anni fa hanno finalmente deciso di sposarsi. Eppure le loro sono state quasi nozze-lampo, perché ora stanno divorziando. “Ma questo è un caso estremo”, dice Daniele Jörg, avvocato con studio a Lugano, specializzato in diritto di famiglia, che nella sua lunga carriera ha visto un’infinità di matrimoni finiti male. “La crisi, o meglio il rischio più alto – ha calcolato Jörg – arriva quando i figli delle coppie hanno tra i 15 e i 17 anni”. Oppure quando i ragazzi, ormai cresciuti, vanno via di casa. Perché negli ultimi anni è in corso una tendenza, quella dei “divorzi grigi”, cioè di over 60.
Divorzi grigi che, spiegano gli esperti, sono il risultato di un insieme di mutamenti sociali: l’aspettativa di vita è cresciuta, in certe fasce d’età sia marito che moglie continuano a lavorare e sono indipendenti economicamente, i figli che spesso sono l’unico collante di relazioni ormai lacere non ci sono più. “Bisogna tener presente – spiega Graziano Ruggieri, geriatra e primario alla Clinica Hildebrand di Brissago – che oggi chi arriva sostanzialmente sano a 60 anni o all’età della pensione può contare ancora in media su 20-25 anni di vita attiva. È quello che la gerontologia sociale chiama il tempo liberato, un periodo che magari può portare un individuo a scegliere di mutare prospettiva, anche bruscamente, perché si sente attivo”.
Frugando tra i numeri per capire l’evoluzione del fenomeno, si scopre che il 40% dei divorzi avviene nei primi dieci anni di matrimonio mentre il 30% dopo venti o più anni di vita in comune, dunque in età avanzata. La durata media di un matrimonio al momento del divorzio è attorno ai 16 anni. L’allungamento della durata delle nozze che terminano con un divorzio, si spiegava solo tre anni fa nel rapporto “Le famiglie in Ticino” dell’Ufficio di statistica (Ustat), si traduce anche in un aumento dell’età media degli ex-coniugi, che oggi sono più frequentemente degli ultracinquantenni. La percentuale di chi divorzia dopo i 50 anni è passata dal 10,1% al 28,4% per gli uomini e dal 17,0% al 40,0% per le donne nel giro di 30 anni. Una tendenza che, visto l’invecchiamento progressivo della popolazione, potrebbe continuare.
“Quello che io noto – spiega l’avvocato Alessandro Mazzoleni, responsabile della Camera ticinese di mediazione – è che rispetto al passato è caduto il tabù del divorzio, nel senso che non solo i giovani ma anche le persone più avanti nell’età si lasciano. Ma se per queste ultime coppie la separazione diventa quasi un atto formale, la presa di coscienza di una situazione che si trascinava da tempo, per i quarantenni che divorziano è diverso. Loro litigano tendenzialmente di più, probabilmente perché c’era una aspettiva differente nel matrimonio”.
Nel 2018 sono state pronunciate 16.500 sentenze di divorzio, pari a un incremento del 4,0% rispetto all’anno precedente. “Se il comportamento della popolazione osservato dovesse confermarsi in futuro, due matrimoni su cinque (40,2%) potrebbero concludersi con un divorzio”, osserva l’Ufficio di statistica. “Però accanto a questo fenomeno – riprende l’avvocato Jörg – resta il fatto che la gente vuole ancora sposarsi”. O anche risposarsi dopo un divorzio: in poco più di un quarto dei matrimoni (il 26,4%) – sottolinea ancora l’Ustat – lo stato civile dell’uomo prima delle nozze è di divorziato, per le donne la quota scende al 23,8%.
Dietro questo “trend” si intrecciano aspetti che riguardano il diritto, altri la consuetudine e altri ancora la morale. Un tempo il matrimonio restava in piedi anche se il rapporto di coppia era ormai al tramonto, perché la donna era indifesa, fragile, non lavorava. Oggi ha la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro, pur tra mille difficoltà e penalizzazioni, grazie a maggiori garanzie offerte dalla legge. “Ma questa evoluzione – spiega sempre Jörg – porta tanti ragazzi a vivere per buona parte della giornata con i nonni o con una baby sitter. L’amore per i figli tuttavia resta forte, perché ultimamente noto che ci sono sempre maggiori richieste di affidamento condiviso. Che non è come potrebbe sembrare una soluzione facile, perché poi i ragazzi hanno due case, una vita divisa”. Serve, in questo caso, un forte dialogo tra ex coniugi. La molla del divorzio scatta più frequentemente quando i ragazzi sono adulti. Tanto è vero che dalla metà degli Anni 90 il numero di separazioni in cui sono coinvolti figli minorenni “è passato – nota l’Ustat – al di sotto della soglia del 50%, attestandosi nel 2018 al 46% contro il 60% del 1970”. Quando vanno via, quando i figli diventano autonomi finanziariamente, quando cade il rischio di dover pagare i contributi di mantenimento, spesso tanti decidono che è arrivato il momento di uscire da rapporti tempestosi. Ed ecco perché i divorzi sono sempre più “grigi”. Poi, come spiega il sito di confronto Comparis, i divorzi, che non sono mai un momento facile, costano. E tanto. In media da 1’500 a 1’800 franchi. Se si vive a Zurigo, la cifra sale sino a toccare 2’400 franchi. In Ticino, in media, siamo attorno a 1’100 franchi. Questo per una procedura di divorzio su richiesta comune e quando non si hanno figli, altrimenti le spese, come l’età, lievitano. E parecchio.
mspignesi@caffe.chSempre più coppie si separano in tarda età