Bankitalia: nuovi soci, passato di mano 4,6% capitale (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Prosegue la distribuzione del capitale della Banca d’Italia tra un maggior numero di soci, come previsto dalla riforma del 2014. Secondo le comunicazioni presentate in vista dell’assemblea di Via Nazionale, nei primi due mesi del 2020 è passato di mano il 4,6% del capitale. Incrementi significativi si sono verificati nelle partecipazioni dell’Istituto per il Credito Sportivo (dallo 0,33 allo 0,73%), di Enpaia (dal 2,15 sale a 2,8%) e di Enpacl (dallo 0,9 all’1,2%). L’esposizione è aumentata anche per la Cassa di Ravenna, Banca del Piemonte e Fondazione Mps. 

Tra i nuovi soci (in tutto 22 nel 2020), scrive Milano Finanza, ci sono numerose banche (tra cui Ifis, Banca Agricola Popolare di Ragusa e diverse casse Raiffeisen), alcune fondazioni, un ente di previdenza (Enpapi con lo 0,27%) e un fondo pensione (quello degli agenti professionisti di assicurazione con lo 0,4%). 

La riforma del 2013 ha previsto che un singolo soggetto non potesse detenere più del 3% del capitale. Ora restano quattro soggetti con quote superiori a questa soglia, anche se hanno quote ridotte rispetto al passato: Intesa Sanpaolo è scesa dal 42,4% di fine 2013 al 20,1%, Unicredit dal 22,1 al 10,9%, Generali dal 6,3 al 3,7% e Carige dal 4 al 3,5%. Erano sei al momento della riforma. Il peso delle banche nel capitale della Banca d’Italia è sceso dall’84,5% di fine 2013 all’attuale 59,4%. Si è ridotto anche quello delle assicurazioni (da 9,83 a 7%). È aumentato quello degli enti previdenziali (da 5,7 a 23,4%), dei fondi pensione (da 0 a 3,7%) e delle fondazioni (da 0 a 6,9%). Dalla riforma a oggi è passato di mano il 40% circa del capitale della Banca d’Italia e ci sono 83 partecipanti in più (da 60 a 143), con 115 ingressi e 32 fuoriuscite (30 per riorganizzazioni interne a gruppi bancari e assicurativi e 2 per cessione di quote a nuovi partecipanti). 

red/lab 

(END) Dow Jones Newswires

March 02, 2020 02:11 ET (07:11 GMT)