Ubi-Intesa, resta il gelo: Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo allineata con il fronte contrario

Lastampa.it 2.3.20

Il Consiglio generale della Crc in una nota ufficiale: “Grande attenzione alle ricadute locali delle scelte”02 Marzo, 2020

Il nocciolo storico degli azionisti Ubi (di Cuneo, Brescia, Bergamo e non solo) ritiene l’operazione «non congrua», inclusa la Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo. Saranno gli stessi azionisti nelle prossime settimane a decidere se l’offerta pubblica di scambio azionario lanciata da Intesa Sanpaolo è conveniente o meno. 

Perché il 17 febbraio, a sorpresa, la prima banca italiana per capitalizzazione ha lanciato un’offerta sul 100% delle azioni Ubi, terzo gruppo per valore in Borsa. E l’altro pomeriggio anche il Consiglio generale di Fondazione Crc (i 24 componenti eletti da enti pubblici, diocesi e istituzioni della provincia) si è riunito nel salone di via Roma schierandosi all’unanimità contro l’operazione. Il Consiglio generale è l’organo competente sulle decisioni della banca conferitaria, ovvero la vecchia cassa di risparmio poi diventata Bre e infine Ubi, e l’altro pomeriggio «ha espresso all’unanimità il sostegno e la condivisione della posizione assunta dal Comitato Azionisti di Riferimento (Car)«. Il Car controlla circa il 18% delle azioni Ubi ed è guidato proprio dalla fondazione di via Roma a Cuneo, che possiede il 5,9% del capitale del gruppo bancario. Il Car, come ribadito anche dal presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta, è stato durissimo con la proposta di Intesa definendola «ostile e inaccettabile».

La posizione della Crc

Crc, dopo la riunione del Consiglio generale, ha inviato una nota dove spiega di aver «sempre contribuito, da azionista, a porre le condizioni perché Ubi Banca raggiungesse l’attuale solidità e le ottime prospettive di sviluppo, come pienamente riconosciuto dagli analisti. Come investitore istituzionale, ma soprattutto come ente filantropico che si occupa dello sviluppo sociale ed economico del territorio, la Fondazione Crc pone grande attenzione alle ricadute locali delle proprie scelte».

Advisor schierati

Intanto le due banche hanno schierato le squadre degli advisor che le assisteranno nella mega-operazione: Mediobanca da una parte (insieme a J.P. Morgan, Morgan Stanley, Ubs Investment Bank, Equita Sim) mentre Ubi si avvarrà di Goldman Sachs e Credit Suisse.

Cosa succede adesso

Tecnicamente Intesa Sanpaolo presenterà ora le richieste per le autorizzazioni a Banca centrale Europea a Francoforte, Bankitalia, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e tutte le autorità straniere interessate, mentre il 7 marzo sarà depositata la richiesta ufficiale alla Consob, l’autorità di vigilanza della Borsa. Contro l’operazione finora si sono espressi Car e Patto dei Mille (1,6% delle azioni Ubi) che hanno detto che l’offerta è insufficiente e non «copre» il valore dell’istituto di credito. 

Pochi giorni fa inoltre Cattolica Assicurazioni ha acquistato sul mercato diverse azioni Ubi, raddoppiando le quote e arrivando allo 1,01%.