Il ricordo di madre Tekla, «custode carismatica e fedele dell’Ordine» a Lugano e nel mondo

catt.ch 4.3.20

Ricordare Madre Tekla Famiglietti, al termine del suo generoso cammino terreno conclusosi lo scorso 3 marzo, significa ritrovare l’immagine di una donna forte e coraggiosa, intraprendente e fedele, con il volto sempre illuminato da un famigliare sorriso.  Nata nel 1936 a Turno, un piccolo Comune nel cuore dell’Irpinia, si era trovata confrontata nella sua fanciullezza con il sofferto distacco dal padre e da un fratello inviati al fronte della seconda guerra mondiale. Entrambi erano rientrati molto segnati: il padre dalla dura esperienza del campo di concentramento in Germania, il fratello gravemente mutilato. In questo contesto di prova e sofferenza era germogliata nel suo cuore  la vocazione religiosa, da lei accolta e seguita con serietà e slancio giovanile, entrando nell’Ordine delle Brigidine a Roma, dove completò gli studi e la sua formazione fino alla solenne professione religiosa. Ebbe la gioia e la commozione di conoscere Madre Maria Elisabeth Hesselblad, la religiosa svedese che all’inizio del secolo scorso aveva ridato nuova vita all’Ordine fondato da Santa Brigida, ispirato alla regola di S. Agostino e approvato da Papa Urbano  V, il 3 agosto 1370. Il primo compito di forte responsabilità di Suor Tekla fu  proprio a Lugano, quale Superiora della Casa di accoglienza di Santa Birgitta, dove fu molto attiva. Sotto la sua direzione la Casa conobbe un notevole sviluppo, grazie alla sua intraprendenza  e alla sua capacità di intessere sincere e costruttive relazioni. Nel 1981, mentre già era rientrata a Roma, venne chiamata alla guida  dell’Ordine di cui divenne la Badessa Generale fino al Capitolo 2015-2016, continuando a risiedere nella Casa generalizia di Piazza Farnese. Fu una custode carismatica e fedele dell’Ordine, assicurando la sua forte presenza, visitando le varie Case sorte lungo gli anni in Europa e fuori, grazie alla sua progettualità e alla sua capacità di far nascere entusiasmo, adesioni e nuove vocazioni. Riuscì persino con coraggio e determinazione ad avere un incontro con Fidel Castro, ottenendo  da lui l’autorizzazione di aprire un piccolo convento dell’Ordine sull’isola di Cuba, poi fortemente cresciuto lungo gli anni. Segnati da reciproca fiducia i suoi contatti con Giovanni Paolo II, fino a rimanergli accanto negli ultimi giorni del suo cammino terreno. Lascia il ricordo di una donna forte e tutta dedita alla sua Famiglia religiosa, alla quale ha dedicato l’intera sua esistenza. Ha alimentato il suo impegno con la preghiera e il silenzio adorante davanti al Signore, da Lui ora accolta per sempre come il servo buono  e fedele della parabola evangelica, che ha fatto fruttificare i preziosi talenti ricevuti.

Gianni Ballabio

È morta Madre Tekla, per anni abbadessa delle Brigidine di Lugano

È morta Madre Tekla Famiglietti, dal 1981 al 2016 abbadessa generale delle Brigidine, poi emerita. Aveva 84 anni e da tempo era malata. Conosciutissima anche in Ticino essendo stata superiora della Casa Santa Birgitta di Lugano per molti anni. Nel 2014 volle ardentemente che fossero celebrati i 90 anni della Casa di Lugano, partecipando in prima persona alla preparazione. 

Nel 2016 aveva lasciato la guida delle Brigidine. Il suo ultimo grande impegno come abbadessa è stata la canonizzazione di madre Elisabetta Hesselblad, che lei aveva conosciuto personalmente.

Il suo lavoro ecumenico era un impegno continuo tanto che decise di offrire una piccola cappella del Convento di Piazza Farnese dove sono anche le camere dove visse Santa Brigida alla parrocchia della Chiesa di Svezia a Roma.

Molto legata a Papa Giovanni Paolo II, di cui era intima confidente (era al suo capezzale al momento della morte), e di Benedetto XVI, anche con papa Francesco – pur non essendo più Abbadessa generale per motivi di salute – era in strettissimi e personali rapporti. 

Nata ad Avellino, Tekla Famiglietti è entrata nell’Ordine delle Suore Brigidine a soli 14 anni, portando a termine gli studi in convento.

«L’Ordine del Santissimo Salvatore di Santa Brigida- aveva detto in una intervista nel 1999- mi appassionò sin da quando l’ho incontrato la prima volta: c’era il giusto equilibrio tra vita contemplativa e vita attiva. Ho passato i primi anni di vita conventuale a Lugano, in Svizzera. Quel monastero è un gioiello, immerso in una natura meravigliosa. Sono stata lì per 24 anni, la metà dei quali come madre badessa del monastero».

Oggi le suore brigidine sono circa 700, i conventi 55 in 19 paesi del mondo, tra cui Cuba, Terra Santa, e ovviamente Lugano.

http://www.brigidine.org/

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