Il food retail lombardo abbassa le serrande

Andrea Montanari milanofinanza.it 10.3.20

Oltre cento brand della ristorazione hanno deciso di adeguarsi al decreto del governo e hanno chiuso le attività fino a data da destinarsi. Donati 40mila euro all’ospedale Sacco di Milano

Da #milanononsiferma a Milano chiusa. Dopo le indicazioni del governo Conte sull’intensificazione delle restrizioni per gli spostamenti, legata alla creazione della zona protetta per tutta Italia, e dopo le dichiarazioni del governatore della Lombardia, Attilio Fontana, e dell’assessore al Welfare, Giulio Gallera, anche il tessuto economico prende atto dell’epidemia e cambia modus operandi. Quindi, da domani pizzerie, ristoranti, hamburgherie, sushi-bar, paninerie, pub e altre catene diranno stop. Si tratta di diverse centinaia di esercizi commerciali.

Così, sebbene il settore del food retail sia stato finora uno dei più trainanti per l’economia nazionale e quello che ha registrato i maggiori tassi di crescita, questa volta tutto si ferma. Per davvero. Le saracinesche saranno abbassate da oltre 100 operatori del comparto della ristorazione.

La decisione è emersa nella giornata odierna. E riguarda principalmente la città di Milano e la regione Lombardia. Centocinque imprese del food retail, che rappresentano la maggioranza della neonata Unione dei Brand della Ristorazione Italiana, hanno stabilito infatti oggi di chiudere i propri locali.
“Benché il Governo non abbia posto come obbligatoria questa drastica restrizione, assumiamo noi tale responsabilità, chiamati di fronte all’attuale scenario di emergenza sanitaria, oggi ben diverso da quello prospettato soltanto 15 giorni fa. Siamo certi che questa decisione sia la scelta giusta oggi per poter rilanciare presto, tutti assieme e con una maggiore consapevolezza, il Paese che abbiamo la fortuna di abitare e di far apprezzare in tutto il mondo”, si legge in una nota diramata sui social da Antonio Civita, patron e gestore della catena Panino Giusto, con oltre 15 locali a Milano. “La chiusura dei locali si protrarrà fino a data da destinarsi”.

Un primo gesto concreto, al quale ne è seguito un secondo più di tipo umanitario: “l’Unione donerà all’Ospedale Sacco di Milano il saldo di quanto ad oggi raccolto da tutti gli aderenti all’associazione, formatasi lo scorso 24 febbraio per fronteggiare assieme l’emergenza Coronavirus. Tale donazione, di 40 mila euro, fa seguito alle precedenti (di complessive 50 mila euro) devolute a Croce Rossa e Anpas”.

Ad aderire all’iniziativa sono marchi della ristorazione noti sul mercato locale e nazionale tra i quali Berberè pizzeria, Bomaki, Briscola Pizza Society, Ca’Pelletti, Capuano ‘s, Chinese Box Milano, Cioccolatitaliani, Cirfood, Da Zero, Deseo, Deus Cafè, El Brellin, El Carnicero, El Porteño, Finger’s, Fresco & Cimmino, Fud Bottega Sicula, Ghe Sem, God Save the Food, Hamerica’s,  Iyo – Iyo Aalto, Jazz Cafè,  KFC, Le Biciclette, Lievità, Living, Long island navigli, L’ov Milano, Macha Cafè, Maison Bretonne, Old Wild West America Graffiti Temakinho, Osteria Brunello, Pandenus, Panini di Mare, Panino giusto, Pescaria, Refeel, Signorvino,  Swiss Corner, That’s Vapore e altri brand. 

E sempre oggi anche la catena di cosmetica Kiko ha annunciato la chiusura da oggi “e, salvo diversa comunicazione, fino al 3 Aprile di tutti i suoi negozi italiani”. Si tratta di una misura che coinvolgerà i 340 punti vendita dell’azienda che “è finalizzata a tutelare la salute di tutti coerentemente con le indicazioni del governo di ridurre al minimo le occasioni di contagio”.

“Senza allarmismi e paura ma con serietà e razionalità abbiamo deciso di fare quanto in nostro potere per tutelare al massimo la salute dei nostri clienti e dei nostri dipendenti, nonostante il considerevole impatto economico. Siamo fiduciosi che potremo tutti tornare presto ad essere più forti di prima. Ma per farlo, adesso è doveroso fermarci. Ringraziamo i medici e il personale sanitario che in questi giorni sono instancabilmente in prima linea”, ha dichiarato Cristiana Scocchia, ad di Kiko. (riproduzione riservata