B.P.Vicenza: azionisti vincono in Cassazione contro Bankitalia

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Un gruppo di azionisti di Popolare di Vicenza, assistiti 

dall’avvocato Mario Azzarita dello studio legale Sat di Padova ha ottenuto 

in questi giorni un importante provvedimento favorevole della Corte di 

Cassazione nei processi promossi contro Banca d’Italia e Consob per omessa 

vigilanza sulla banca vicentina. 

Banca d’Italia, ricorda una nota, aveva infatti rifiutato la 

giurisdizione dei tribunali veneti di Venezia, Padova e Vicenza per le 

cause promosse dai risparmiatori, rivolgendosi alla Corte di Cassazione 

affinchè dichiarasse la competenza del Tribunale Amministrativo Regionale 

del Lazio a decidere su ogni questione riguardante le sue eventuali 

responsabilità. 

L’accoglimento delle richieste di Banca d’Italia avrebbe comportato un 

notevole rallentamento dei processi e soprattutto uno spostamento delle 

decisioni riguardanti le banche venete dai Tribunali del territorio in cui 

gli istituti materialmente operavano. 

Complessa sarebbe stata anche l’istruttoria in sede amministrativa. La 

Corte di Cassazione ha affermato un principio di diritto che ora vale per 

tutti i risparmiatori danneggiati in seguito all’acquisto di azioni 

Popolare di Vicenza: “sulle domande proposte dagli investitori ed 

azionisti nei confronti delle autorità di vigilanza, (Banca d’Italia e 

Consob), per i danni conseguenti a mancata, ritardata o inadeguata 

vigilanza, nei confronti delle banche ed intermediari, sussiste la 

giurisdizione del giudice ordinario, non venendo in rilievo la 

contestazione dei poteri amministrativi, ma di comportamenti doverosi a 

loro favore, che non investono scelte ed atti autoritativi, essendo dette 

autorità tenute a rispondere delle conseguenze della violazione dei canoni 

comportamentali della diligenza, prudenza e perizia nonché delle norme di 

legge e regolamentari relativi al corretto svolgimento delle attività di 

vigilanza, quali espressione del principio generale del neminem laedere”. 

I soggetti interessati dalla decisione sono sia gli investitori che 

hanno perduto denaro proprio investendo in azioni BPVI, sia azionisti 

finanziati per acquistare le azioni. 

Tra le posizioni più importanti interessate dalla pronuncia della 

Cassazione quella del noto imprenditore del settore calzaturiero Cavalier 

Renè Caovilla, che non ha ricevuto finanziamenti, avendo investito 

direttamente i propri risparmi in azioni, in gran parte nell’ambito degli 

ultimi aumenti di capitale dell’istituto del 2013 e del 2014. 

com/lab 

(END) Dow Jones Newswires

March 11, 2020 07:44 ET (11:44 GMT)