FINANZA E CORONAVIRUS/ Soldi veri alle imprese, perché non facciamo come la Germania?

Pubblicazione: 14.03.2020 – Paolo Annoni il sussidiario.net

La Germania promette credito illimitato e interventi dello Stato per le imprese. L’Italia non sa sfruttare le aperture dell’Europa

Prima del tema del giorno vorremmo rubarvi qualche riga per una breve lettura delle ultime 24 ore sul caso Bce-Europa e Italia. La situazione globale e continentale, incluse le banche tedesche, è talmente grave che crediamo che molti di coloro che contano davvero abbiano recapitato questo messaggio alla signora Lagarde: non è il caso che facciate i vostri giochini tra europei a danno degli italiani, rischiando di aggiungere anche una crisi dell’euro all’ampissima serie di problemi già in corso in questo momento. Non è davvero il caso che il bazooka della Fed serva a coprire l’ennesima baruffa tra europei. Non è proprio il momento. Se non lo capite siete pazzi e incoscienti come il peggiore dei governi italiani.

Il derivato di copertura dell’Italia è la gravità della situazione globale e continentale inclusa quella delle martoriatissime banche tedesche. Quelli che vi raccontano le favole sull’emersione dei non performing loans, dei crediti deteriorati, come una via accettabile dovrebbero arrossire, visto che nei bilanci delle banche tedesche, non vigiliate guarda caso dalla Bce, sono seppellite schifezze senza capo né coda per miliardi. Se avessimo un Governo degno di questo nome e un ministero dell’Economia “senziente”, queste sarebbero cose da sfruttare; purtroppo invece leggiamo comunicati di apprezzamento surreali, della serie: se uno il coraggio non ce l’ha proprio, non se lo può dare.

Ursula Von der Leyen ci assicura che non ci saranno limiti per l’Italia e, di nuovo, un Governo intelligente dovrebbe immediatamente incalzarla con numeri e piani perché la situazione economica non solo è molto brutta, ma sarà molto brutta. Il coronavirus è uno sconvolgimento delle interdipendenze tra nazioni che rischia di accompagnarci per molto e per molti mesi dopo la fine, si spera il più presto possibile, di questa bruttissima malattia. E le aziende per molti mesi non avranno fatturato o ne avranno molto meno e i disoccupati saranno tanti, forse tantissimi. Il Governo italiano se c’è prenda la palla al balzo di queste parole e di questa situazione e sfidi le istituzioni europee a dire di no.

Ieri i ministri dell’Economia e delle Finanze tedeschi hanno annunciato crediti illimitati alle imprese e hanno indicato come la statalizzazione delle “aziende strategiche” siano una possibilità. Dopo aver visto la chiusura delle frontiere e il divieto alle esportazioni di materiale sanitario, ci tocca assistere all’ennesimo colpo alle basi fondanti dell’Unione Europea. Voi capite che un’azienda di Bergamo che fa torni non potrà mai e poi mai competere con una concorrente tedesca che ha finanziamenti illimitati dal suo Stato in un’unione monetaria in cui per definizione la valuta è la stessa, ma in cui ci sono spread e tasse diverse. Questo è il tema che dovrebbe essere in cima alla lista delle preoccupazioni di un Governo normalmente intelligente. Quello di trovare un modo di garantire la sopravvivenza delle imprese che altrimenti in questa fase moriranno a migliaia per non aprire mai più. Il coronavirus è un incubo, ma c’è una vita, intorno, di milioni di persone che hanno bisogno di continuare a lavorare e ne avranno bisogno ancora di più quando questo sarà finito.

Il Governo italiano oltre a letterine patetiche di ringraziamento dopo un accoltellamento alle spalle che, vi assicuriamo, ha suscitato istinti sovranisti in investitori che avevano la faccia di Salvini al posto del bersaglio, cosa intende fare? Comprende che in questa fase può chiedere? Si rende conto che il 2021, quando arriverà, rischia di essere l’anno in cui l’Italia tira giù la saracinesca? Se serve Draghi per questo mettiamolo lì subito, perché è adesso che si fanno i giochi, non tra sei mesi quando si scoprirà che le ferite del virus all’economia sono bruttissime.