WALL STREET: Fed e Fmi non bastano, prosegue crollo

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Wall Street ha ridotto i cali ma resta in forte ribasso nonostante il taglio dei tassi di interesse a sorpresa da parte della Federal Reserve, con gli investitori che temono una recessione globale per colpa del coronavirus nonostante le riduzioni del costo del denaro implementate dalle principali Banche centrali. 

A nulla sono valse anche le rassicurazioni del Fondo monetario internazionale che è pronto ad aiutare i Paesi a far fronte all’emergenza coronavirus con 1.000 miliardi di dollari. “Come prima linea di difesa”, ha annunciato la direttrice generale dell’Fmi, Kristalina Georgieva, “il Fondo può varare i suoi strumenti di emergenza flessibili e a erogazione rapida per aiutare i Paesi con esigenze finanziarie urgenti”. 

Il Dow Jones lascia sul terreno il 6,31%, l’S&P 500 il 5,61% e il Nasdaq Composite il 5,78%. 

Pesano poi sul sentiment i pessimi dati macroeconomici cinesi. La produzione industriale del Paese asiatico è crollata del 13,5% a livello annuale a gennaio-febbraio e le vendite al dettaglio sono sprofondate del 20,5% a/a. Anche le esportazioni hanno registrato una significativa contrazione nei primi due mesi dell’anno. 

Infine, altro fattore che si aggiunge al mood negativo, Goldman Sachs si aspetta una contrazione del 5% del prodotto interno lordo statunitense nel 2* trimestre. 

Terence Wong, amministratore delegato di Azure Capital, evidenzia come il secondo taglio dei tassi della Fed di questo mese non sia stato ben accolto dal mercato, in quanto sembra un “segnale di disperazione. 

Fondamentalmente la Banca ha esaurito tutte le munizioni nell’arco di tre settimane e non è rimasto nulla. Non possono piú usare l’allentamento monetario come parte del loro arsenale”, spiega l’esperto. 

La reazione nei mercati dimostra che gli investitori stanno giá guardando oltre la Fed e stanno aspettando che il Governo Usa agisca con misure di stimolo piú consistenti, aggiunge Joseph Brusuelas, capo economista di Rsm Us. “Fino a quando non segnaleranno di aver compreso l’entitá dello shock della domanda in arrivo, i mercati continueranno a vendere e saranno soggetti a significativa volatilitá”, conclude l’esperto. 

Ora che la Federal Reserve ha agito, “tocca alla politica fiscale limitare i rischi ed assumersi la responsabilitá del calo di attivitá che si sta profilando negli Stati Uniti”, conferma Philippe Waechter, Chief Economist di Ostrum Asset Management (gruppo Natixis IM). “La probabilitá che gli Stati Uniti sfuggano a una recessione è ora limitata”, avverte l’esperto. 

Le mosse accomodanti delle Banche centrali non impediranno che si verifichi una recessione nel breve termine, ma dovrebbero fornire un forte impulso per l’economia in un secondo momento, afferma Michael Strobaek, Global Chief Investment Officer di Credit Suisse. Per l’esperto una recessione di tre mesi sembra “inevitabile” in Europa e negli Stati Uniti. 

Comunque sia, sebbene gli ultimi dati macroeconomici cinesi “dipingano un quadro cupo dell’impatto del coronavirus”, Strobaek ritiene che un allentamento aggressivo della politica monetaria e il rafforzamento della politica fiscale dovrebbero contribuire a un significativo recupero dell’economia globale dopo la fase recessione. Per l’esperto la vera domanda ora è se queste misure basteranno a stabilizzare i mercati finanziari ma la prima risposta sembra dettata dallo scetticismo. 

Brutte notizie anche sul fronte macroeconomico americano. L’indice Empire State Manufacturing elaborato dalla Fed di New York è crollato a -21,5 punti a marzo da quota 12,9 punti di febbraio. Il sotto-indice relativo ai nuovi ordini si è attestato a -9,3 punti, rispetto ai 22,1 del mese precedente, mentre quello sull’occupazione è sceso a quota -1,5 punti dai 6,6 di febbraio. 

Sul valutario il cambio euro/usd è a 1,1130, mentre sull’obbligazionario il rendimento del Treasury biennale è allo 0,37% e quello del decennale allo 0,85%. 

alb 

alberto.chimenti@mfdowjones.it 

(END) Dow Jones Newswires

March 16, 2020 11:36 ET (15:36 GMT)