“Helicopter money”…una pioggia di denaro

GIORGIO CARRION Caffe.ch 29.3.20

Si a soluzioni eccezzionali ma attenti all’inflazione


“Una recessione globale forse di dimensioni record, è quasi una certezza”. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, né è convinto. Su questa linea sono tutti gli uffici studi finanziari del mondo. Da Credit Suisse a Ubs, da Goldman Sachs a Morgan Stanley, e così via, è un coro unanime: si tratta ormai di capire quanto la recessione sarà dura e duratura. Il dibattito sulle misure di contenimento da adottare è già vivace, perché il virus lascerà sul campo non solo vite umane, ma anche milioni di disoccupati e migliaia di imprese, oltre ad intaccare i risparmi privati e le capitalizzazioni delle società quotate.
“Occorre distinguere tra le misure straordinarie intraprese in questi giorni per finanziare la spesa sanitaria e l’acquisto di tecnologie mediche, dalle strategie di contrasto all’inevitabile recessione”, spiega Tommaso Monacelli, professore ordinario di Economia all’Università Bocconi di Milano e collaboratore del sito economico lavoce.info. La strategia più discussa ha un nome curioso: “helicopter drop” o “helicopter money”, un modo per dire che gli Stati (leggi Banche centrali) saranno costretti a finanziare l’economia con una ‘pioggia’ di denaro dal cielo. Una metafora, evidentemente, coniata dal celebre economista Milton Friedman: in situazioni eccezionali sono possibili politiche fiscali espansive finanziate da un aumento dell’offerta della moneta circolante. Si tratta di scelte economiche non convenzionali per far ripartire l’economia durante fasi deflazionistiche estremamente gravi. “L’helicopter drop propone tre modalità alternative. Una prima strategia aumenta i trasferimenti a famiglie e imprese attraverso la riduzione delle tasse o l’aumento di sussidi di disoccupazione. I governi finanziano la manovra emettendo nuovo debito pubblico”, spiega il docente. Debito che non viene finanziato da titoli di stato ma direttamente acquistato dalle banche centrali.
Una seconda strategia, più audace, prevede che le banche centrali finanzino direttamente famiglie e imprese, così da non aumentare il debito pubblico, ma depauperando le riserve delle banche centrali stesse. La terza e più radicale soluzione è il finanziamento diretto di imprese e famiglie con versamenti di denaro in conto corrente: una scelta che ben rende l’idea del denaro piovuto dal cielo. “Situazioni drammatiche come l’epidemia da coronavirus possono giustificare misure di natura eccezionale. Ma soluzioni come l’helicopter drop per risultare efficaci devono restare una tantum”.
Il rischio, infatti, è una crescita dell’inflazione e dei prezzi senza alcun vantaggio concreto per i cittadini in difficoltà economiche. “Se ogni giorno arrivassero finanziamenti pubblici, diretti o indiretti, al reddito delle famiglie è facile prevedere che i prezzi dei beni, soprattutto di prima necessità, aumentino in proporzione”, precisa Monacelli. Financial Times così ha titolato il 20 marzo: “Coronavirus: il momento per i soldi dall’elicottero. I tabù economici vanno infranti per finanziare gli enormi deficit dei governi necessari per combattere la crisi”. Più dubbioso il New York Times: “Il denaro dell’elicottero aiuterà a salvare l’Europa?”. Dopo che la Banca centrale europea ha annunciato l’intenzione di inondare i mercati del debito con 750 miliardi di euro in contanti, i soldi dagli elicotteri sarebbero “l’unica arma pesante rimasta” secondo Nyt.