COVID-19 / I GIGANTESCHI PROFITTI DI JOHNSON & JOHNSON

31 Marzo 2020 di: MARIO AVENA lavocedellevoci.it

Il colosso farmaceutico Usa Johnson & Johnson, nelle grazie di Donald Trump, è in pole position per la produzione del super vaccino anti Covid-19.

In un pomposo comunicato, infatti, la stella di Big Pharma annuncia che il prossimo settembre inizieranno i test su pazienti umani per il vaccino contro il coronavirus, con i primi lotti che dovrebbero diventare disponibili per l’autorizzazione all’uso di emergenza ad inizio 2021.

Tutto ciò è reso possibile da una partnership eccellente, fortemente caldeggiata dal presidente a stelle e strisce: quella con la potentissima BARDS, che sta per Biomedical Advanced Research and Development Authority, la quale fa capo ai vertici governativi statunitensi.

BARDA ha immesso nel progetto 1 miliardo di dollari, danari pubblici per far ingrassare ulteriormente la tanto cara Johnson & Johnson. Le cui azioni stanno volando a Wall Street. In un solo giorno, il 27 marzo, hanno ad esempio guadagnato il 6,2 per cento, con un balzo del 20 per cento netto rispetto al 23 marzo precedente.

Un vero primato, mentre le aziende di mezzo mondo chiudono battenti.

Gonfia il petto il presidente e amministratore delegato della società, Alex Gorsky: “Il mondo sta affrontando un’urgente crisi della salute pubblica e ci impegniamo a fare la nostra parte per rendere il vaccino Covid-19 disponibile e conveniente a livello globale il più rapidamente possibile”.

Ai microfoni della trasmissione “Square Box” di CNBC annuncia che “il vaccino non verrà prodotto a scopo di lucro”, ma preferisce non entrare nel merito sul potenziale costo per i consumatori.

Un domandone: cosa vuol dire “non a scopo di lucro?”. Boh.

Il vice presidente del comitato esecutivo del colosso, Paul Stoffels, afferma: “Apprezziamo molto la fiducia e il sostegno del governo degli Stati Uniti per i nostri sforzi di ricerca e sviluppo”.

1 miliardo di dollari non è proprio da buttare.

Johnson & Johnson ha iniziato a lavorare al vaccino già ad inizio gennaio 2020. I team di ricerca, in collaborazione con Beth Israel Deaconess Medical Center e con la Harvard Medical School, hanno costruito e testato diversi “candidati vaccinali” utilizzando la tecnologia Janssen AdVac.

Attraverso collaborazioni con scienziati di diverse istituzioni accademiche – spiegano gli esperti – i costrutti di vaccino sono stati quindi testati per identificare quelli con la maggiore promessa nel produrre una risposta immunitaria nei test preclinici.

La stessa tecnologia è stata utilizzata per produrre e sviluppare il vaccino contro Ebolae costruire i candidati al vaccino Zika, RSV eHIV.

Sul fronte degli screening antivirali, il colosso ha stabilito una partnership con il Rega Institute for Medical Research dell’Università di Leuven, in Belgio.