Gli azionisti stranieri dominano nelle aziende svizzereLe multinazionali, che rappresentano il 4% delle aziende, generano tuttavia un terzo del Pil

Tio.ch 18.4.20

ZURIGO – Gli azionisti stranieri dominano le aziende svizzere: solo il 26,7% del capitale delle 30 maggiori società quotate nella Confederazione è in mano a investitori elvetici. È quanto sostiene oggi il domenicale NZZ am Sonntag, basandosi su uno studio condotto dalla società di consulenza Ernst & Young (EY).

Il 37,2% delle azioni è invece detenuto da investitori stranieri, in particolare provenienti dagli Stati Uniti (19,8% del totale) e dal resto d’Europa (14,4%). L’origine del restante 35,5% non può invece essere chiaramente determinata, precisa il domenicale, poiché per legge le società sono tenute a segnalare solo gli investitori che detengono più del 3%.

La NZZ am Sonntag cita ad esempio Nestlé: meno del 20% è in mani elvetiche e inoltre per circa la metà del capitale azionario non si è possibile reperire informazioni sugli azionisti. Adecco e Credit Suisse, per contro, dichiarano circa nel 90% dei casi l’origine geografica dei loro investitori.

Dallo studio emerge però che Adecco, sebbene sia particolarmente trasparente, registra una quota di azionisti provenienti dall’estero pari all’88%. Lavora al di fuori dei confini della Svizzera anche il 98% dei 35’000 dipendenti totali del numero uno mondiale degli impieghi interinali.

L’interconnessione globale, tuttavia, favorisce le grandi aziende presenti in Svizzera, che dal canto suo registra il numero più alto di multinazionali pro capite. Il domenicale, citando un’analisi effettuata da Economiesuisse e dalla società di consulenza americana McKinsey, spiega che delle 600’000 aziende presenti nella Confederazione, solo il 4% rientra nella categoria delle multinazionali. Tuttavia, esse creano il 26% di tutti i posti di lavoro, generano oltre un terzo del prodotto interno lordo (36%) e pagano quasi la metà delle imposte provenienti dalle imprese (47%). «Da un lato, siamo orgogliosi che aziende di successo come Nestlé siano domiciliate qui. D’altro canto, siamo piuttosto sospettosi del quadro generale: in Svizzera, tradizionalmente, tendiamo a dividere il potere», rileva Rudolf Minsch, capoeconomista di Economiesuisse, citato nel giornale.