Offerte predatorie sugli hotel, così le mafie cavalcano la crisi

Econoply.ilsole24ore.com 28.4.20

Pubblichiamo un post di Raffaello Zanini, fondatore del portale Planethotel.net. Laureato in urbanistica, assiste gli investitori del settore turistico alberghiero con studi di fattibilità, consulenza ai progettisti, selezione di opportunità – 

A Pasqua mi chiama un amico albergatore e mi dice che agli hotel della riviera romagnola arrivano “strane” email, da Londra, da Malta, dall’Est europeo. Dopo qualche giorno ecco che il Sole 24 Ore allarmato titola:

Verifico le voci ed effettivamente i riscontri ci sono.

D’altro canto, secondo Cerved ben 124.000 imprese sono in crisi di liquidità, e posso immaginare che una parte di queste siano alberghi. Come ho scritto in un post precedente nel 2020 abbiamo quasi completamente perso i 61 milioni di arrivi di turisti stranieri, che lo scorso anno hanno portato oltre 50 miliardi di PIL.

L’attività alberghiera è una attività capital intensive, che richiede investimenti importanti in fase di acquisizione, o costruzione, e continui investimenti per la manutenzione degli immobili. Così se si ferma il cash flow, come è successo quest’anno, un intero settore va in crisi: per questo gli albergatori hanno chiesto al governo la dichiarazione di stato di crisi del settore. Gli investimenti spesso vengono effettuati a debito, infatti, come ricordavo nel post del 10 aprile citato, le forme innovative di investimento sono poco praticate in Italia.

PIUTTOSTO CHE FALLIRE MEGLIO CAPITALI DI ORIGINE STRANA
Così, il ricorso al solo finanziamento bancario, la modesta capitalizzazione delle aziende, combinati con la crisi da Coronavirus lasciano molti albergatori inermi nelle mani del crimine organizzato. Mi dice un albergatore sessantenne: “Se non pago le rate, se non rientro, la banca mi mette all’asta l’hotel che fu costruito da mio nonno e da mio babbo. Se invece lo vendo a chi mi si presenta in giacca e cravatta, che forse sa già tutto di me perché istruito da qualcuno dentro la mia banca, posso recuperare una fetta del mio patrimonio, e accordarmi per continuare a gestire l’albergo ricavandone un reddito”.

Fra due mali, a nessuno viene in mente di fare l’eroe.

La ricerca di Transcrime e Università Cattolica (2018) Mapping the risk of Serious and Organised Crime infiltration in European Businesses mette in luce le strategie utilizzate dai diversi tipi di criminalità organizzata per infiltrarsi nei business legali, e le sinergie e ramificazioni delle singole mafie. Legge quel paper è molto istruttivo e permette di capire quanto geniali siamo noi italiani, se solo volessimo. Sul tema si veda anche un post di Diego Bolchini.

Secondo lo scenario base di un ente di ricerca italiano, nel nostro paese il fatturato hotel tra il 2019 e il 2020 calerà del 37,5%. Nella stessa ricerca si ipotizza anche uno scenario ancora più pessimistico, con numeri così brutti che non ci voglio proprio pensare.

Questa crisi è davvero drammatica, e improvvisa. Solo il 10 febbraio ero alla BIT con gli operatori italiani convinti di avere davanti un buon anno, finalmente: ricordo l’ottimismo di Pagliara di Nicolaus Valtur mentre presentava alla stampa i nuovi piani. Invece il Coronavirus per il turismo è stato come tirare il freno a mano durante una curva fatta accelerando.

È vero che l’Unione Europea ha deciso di intervenire a favore del settore con un investimento davvero ingente, di oltre 200 miliardi, ma è molto probabile che la criminalità organizzata abbia intravisto un doppio interesse: crearsi una struttura di riciclaggio e contemporaneamente ottenere i molti fondi che l’Europa metterà a disposizione.

GOVERNO E CDP, UNA CORSA CONTRO IL TEMPO
Il governo parla di un contributo al settore che potrebbe arrivare da CDP Cassa depositi e prestiti. Vedremo, se ne vogliono far fare troppe a quell’istituto, il quale ha dimostrato di avere chiare amicizie nello scegliere i partner con cui investire. (si vedano il mio post del 2014 Perché Cassa Depositi e Prestiti investe in Rocco Forte? e gli articoli di Alberto Crepaldi per l’Espresso nel 2015 ). Comunque tra intervento del governo (con CDP) e l’intervento della criminalità organizzata vincerà chi è più veloce, e chi è più convincente.

VANTAGGI PER LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
Teniamo conto che al vantaggio di acquistare a prezzi di saldo, possibilmente con operazioni che vengono sottratte alla vigilanza dell’Agenzia delle Entrate perché riconducibili ad operatori esteri, la criminalità ha altri buoni motivi per acquisire hotel in difficoltà.

Ovviamente gli hotel, come i ristoranti, possono fare da paravento ad altre attività illecite, come la vendita di droga o attività di prostituzione. Inoltre investire in hotel può costruire la base per l’ingresso in tutto il settore, al quale offrire servizi (ad esempio servizi di lavanderia, o di pulizia, o fornitura di prodotti di consumo) rafforzando così la filiera del settore, e moltiplicando le fonti di reddito oltre che la presenza attiva sul territorio (assunzioni, amicizie politiche, controllo delle informazioni).

Un altro ottimo motivo per impadronirsi degli alberghi sta nella possibilità di far assumere dagli hotel persone affiliate alle organizzazioni criminali, cosicché si crea un perfetto paravento per chi svolge un’attività diversa da quella per cui riceve lo stipendio: di questo ne ha parlato spesso il procuratore Gratteri.

Ultimo, ma probabilmente primo motivo, è il riciclaggio di denaro ricavato con altri commerci.
Con le regole Anti Money Laundering sempre più stringenti le banche sono molto vigili nel segnalare alle autorità monetarie e alle polizie finanziarie movimenti di denaro sospetto, così l’acquisto di un hotel ha i seguenti vantaggi: la possibilità di pagare all’imprenditore in difficoltà un prezzo contenuto e possibilmente estero su estero (in questo i commercialisti bravi ci sono un po’ ovunque, anche senza andare troppo lontano). Poi, concordare con l’ex proprietario l’affitto dell’hotel ad un prezzo piuttosto elevato (fuori mercato) che l’inquilino pagherà con soldi all’uopo procurati dall’organizzazione, facendoli entrare nelle casse dell’azienda di gestione contro prestazione di servizi in realtà mai avvenuti. È lo stesso meccanismo che funziona  molto bene con i bar e le pizzerie, dove migliaia di scontrini di importo modesto, tutti assieme servono a trasformare il denaro nero in bianco.

Chiaro che tutto questo porta delle distorsioni di mercato, con una concorrenza dove alcuni attori (quelli finanziati da fonti che non chiedono risultati a breve) sono favoriti rispetto ai piccoli proprietari di una realtà turistica frammentata. Verrebbe voglia di dire: non vi siete mossi quando potevate, mentre deridevate quelli che gridavano al lupo al lupo. Ed ora? Vorreste soluzioni urgenti, bacchette magiche.

C’E UN’ALTRA VIA?
Io credo di sì. Una via che metta assieme i migliori albergatori, piccoli e medi, con un forte spirito imprenditoriale. E che lasci perdere la criminalità, ed utilizzi i contributi dello stato solo quando la presenza dello stato è asfissiante e limita troppo la libertà di intrapresa.