L’Italia fa ricco il Lussemburgo

Italiaoggi.it 29.4.20

Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito e Svizzera fanno perdere al fisco italiano almeno 4 miliardi di dollari all’anno. Ma non solo all’Italia. I paesi Ue in totale perdono più di 27 miliardi di dollari a causa del trasferimento dei profitti che le multinazionali americane praticano all’interno dell’Europa. È il risultato dell’ultimo report «L’asse dell’evasione fiscale» pubblicato dal Tax Justice Network, che tira le somme sull’attuale situazione del fisco europeo.

Secondo il report, la principale mancanza di azione a questa situazione devastante per le casse dei grandi paesi europei è data dalla potente lobby che le società fanno sui paesi, soprattutto la Germania, che in molte occasioni si è dimostrata contraria ad aumentare la trasparenza fiscale. Ma è anche dovuta all’attuale architettura europea che richiede l’unanimità di tutti gli stati per approvare decisioni in materia fiscale.

I dati. Il report analizza i dati dei bilanci pubblicati negli Stati Uniti dalle multinazionali americane in merito ai costi e profitti di 2016 e 2017. Invece di dichiarare gli utili nei paesi dell’Ue in cui sono stati generati, le società statunitensi hanno spostato miliardi di utili – esattamente 115 miliardi di dollari nel 2017 – tra Regno Unito, Svizzera, Lussemburgo e Paesi Bassi, dove le aliquote dell’imposta sulle società sono inferiori ai paesi in cui viene creato il valore.

Secondo il report, il Lussemburgo è responsabile delle maggior parte del gettito delle società in tutta l’Ue, con un costo annuo di oltre 12 miliardi di dollari di imposte societarie perdute per i paesi dell’Ue, seguito dai Paesi Bassi a 10 miliardi di dollari all’anno, dalla Svizzera a 3 miliardi di dollari e dal Regno Unito a 1,5 miliardi di dollari.

Un male comune. Se l’Italia perde ogni anno 4 miliardi, c’è chi è ancor più colpito, come la Francia che perde poco meno di 7 miliardi, la Germania oltre 4 miliardi. La Spagna invece perde oltre 2 miliardi.

Il report evidenzia la natura altamente dispendiosa del modello del paradiso fiscale. In cambio di un «costo» per i membri dell’Ue di oltre 27 miliardi di imposte societarie perse, l’asse dell’evasione fiscale ne «guadagna» solo 4 miliardi di imposte supplementari. Per ogni dollaro riscosso dagli utili spostati delle società statunitensi, l’Ue nel suo complesso ha perso quasi 7 dollari.

La risposta assente dei paesi interessati. La pratica di dichiarare i profitti nel paese di residenza della società è considerata legale, ma in parte è legate anche alle regole di tassazione dell’economia digitale attualmente in fase di discussione a livello Ocse. Tuttavia assume una dimensione ampliata nell’Unione europea, data l’integrazione del mercato unico. Da qui la necessità di una risposta europea. Nel report quindi si suggeriscono 3 diversi strumenti, già da numerosi anni in discussione al parlamento e alla commissione europea.