Coronavirus, crollo dei consumi in Italia pari a 84 miliardi di euroOltre tre quarti della perdita sono concentrati in pochi settori: vestiario, motori, turismo e ristorazione

Tio.ch 2.5.20

ROMA – Un crollo dei consumi per il 2020 pari a quasi 84 miliardi di euro (-8% rispetto al 2019): è la stima aggiornate dell’Ufficio studi di Confcommercio sugli effetti del lockdown in Italia a causa del coronavirus, secondo una valutazione prudenziale e basata su una ipotesi di progressiva e graduale riapertura delle attività economiche, considerando la data del primo ottobre per il ritorno ad una fase di totale normalità.

Oltre tre quarti della perdita dei consumi, prosegue, sono concentrati in pochi settori di spesa: vestiario e calzature, automobili e moto, servizi ricreativi e culturali, alberghi, bar e ristoranti.

Questi ultimi due, in particolare, sono i comparti che registrano le cadute più pesanti: -48,5% per i servizi di alloggio e -33,3% per bar e ristoranti. Per questi due settori le stime, rimarca la federazione dei commercianti, sono “molto prudenziali” e le cadute potrebbero risultare a consuntivo “decisamente più gravi” se il ritorno alla “nuova” normalità sarà particolarmente lento. “È evidente – sottolinea – che con un crollo della domanda così pesante la sopravvivenza stessa di questi comparti è messa a serio rischio”.

L’elaborazione del centro studi di Confcommercio evidenzia come la perdita di consumi per il settore alberghiero e per i ristoranti sarà di 41,6 miliardi: 28,3 miliardi per i servizi di ristorazione e 13,3 miliardi per quelli di alloggio.

Pesante anche il peso per il settore dei trasporti, con una contrazione di consumi pari a 21,9 miliardi che per 6,4 miliardi riguarda il mancato acquisto di mezzi di trasporto, in calo del 18,8% rispetto all’andamento del settore dello scorso anno.

La riduzione dei consumi si attesta invece a 14 miliardi per il settore “ricreazione, cultura e istruzione”, con un valore molto alto per il settore di vendita di libri e giornali. Previsioni non rosee anche per il settore dell’abbigliamento (-5,9 miliardi) e per quello dei mobili, elettrodomestici e casalinghi (-5,7 miliardi).

A segnare un andamento positivo dei consumi è invece il settore alimentare e delle bevande con una crescita di consumi stimata in 12,7 miliardi, che segna un incremento del 4,6% rispetto all’anno precedente. Va considerato che senza questo apporto positivo il saldo finale del calo dei consumi sarebbe ancora più pesante.

«Molto dipenderà – afferma comunque l’ufficio studi di Confcommercio – dall’efficacia dei provvedimenti del Governo di sostegno alla produzione e al consumo, sia quelli già adottati sia quelli futuri. La strategia più logica e immediata di sostegno si riassume nella trasformazione delle perdite di reddito del settore privato, causate dalla chiusura forzata per il lockdown, in maggiore debito pubblico. Questo pilastro dei trasferimenti a fondo perduto a famiglie e imprese sembra in via di rafforzamento, e ciò offre qualche speranza per la ripresa».