Unicredit e Intesa Sanpaolo: quale il vero affare dopo i conti?

Trendonline.com 7.5.20

Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno reagito diversamente ai conti del 1° trimestre. Su quale dei 2 scommettere ora? Il responso degli analisti.

Una seduta difficile quella odierna per i due big del settore bancario che sono finiti nel mirino dei ribassisti, accusando una flessione ben più ampia di quella del Ftse Mib.

Unicredit e Intesa Sanpaolo in ribasso

Unicredit dopo aver ceduto ieri quasi un punto percentuale, oggi scende in maniera più decisa, lasciando sul parterre il 2,2% a 6,55 euro, con oltre 18 milioni di azioni scambiate fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 27 milioni.

Meno pesante il bilancio di Intesa Sanpaolo che perde l’1,45% a 1,3996 euro, con più di 94 milioni di azioni trattate, ben lontani però dalla media mensile pari a circa 200 milioni di pezzi.

I due protagonisti del settore bancario resta sotto i riflettori del mercato dopo la diffusione dei conti del primo trimestre.

Unicredit e Intesa Sanpaolo: diversa la reazione alla trimestrale

Intesa Sanpaolo ha svelato i suoi numeri martedì, mettendo a segno un rally di circa il 5,5%, mentre ieri è toccato ad Unicredit che però ha reagito con un calo di quasi l’1% a fine giornata, complice anche l’andamento negativo di Piazza Affari.

C’è da dire che la differente reazione è dovuta anche ad un verdetto molto diverso arrivato dai due gruppi, visto che nei primi tre mesi dell’anno Intesa Sanpaolo ha riportato un utile in crescita di quasi il 10%, mentre Unicredit ha subito una perdita di 2,7 miliardi di euro, deludendo le stime del mercato.

Intesa Sanpaolo: Jefferies cauto dopo i conti

Come era inevitabile che accadesse, i due bancari sono finiti sotto la lente di vari analisti dopo la presentazione della trimestrale.

Il primo a commentare i numeri di Intesa Sanpaolo è stato Jefferies che due giorni fa ha parlato di un utile netto superiore alle attese, evidenziando la solidità dei trend core e l’outlook positivo.

Il broker fa notare che è ancora aperta la possibilità che Intesa Sanpaolo paghi il dividendo sul 2019, attualmente sospeso fino ad ottobre.

In attesa di novità Jefferies mantiene una view cauta sul titolo, con una raccomandazione “hold” e un prezzo obiettivo a 1,5 euro.

Intesa Sanpaolo: Bca Akros dice buy, anche per il dividendo

Più ottimisti invece i colleghi di Banca Akros che invitano a comprare Intesa Sanpaolo, con un target price ritoccato leggermente da 1,9 a 1,8 euro.

Gli analisti hanno definito resilienti e migliori delle attese i conti del primo trimestre, ma questo non ha impedito una rivisitazione delle stime, ridotte per l’eps adjusted da 0,21 a 0,19 euro per quest’anno e da 0,21 a 0,2 euro per il prossimo.

Banca Akros spiega di aver tagliato il target price sulla scia proprio di queste minori previsioni sull’utile per azione, ma il giudizio su Intesa Sanpaolo resta “buy” perchè la banca è ben equipaggiata per affrontare le difficoltà del contesto attuale, senza dimenticare il rendimento del dividendo che ai prezzi attuali si aggira intorno al 10%.

Intesa Sanpaolo piace anche a Keper ed Equita, ma il target scende

A guardare con favore ad Intesa Sanpaolo è anche Kepler Cheuvreux che suggerisce di comprare, con un fair value rivisto da 2,1 a 2 euro.

Bene la trimestrale, ma il broker ha ugualmente ridotto le stime sull’eps adjusted in media del 9% per il periodo 2020-2022 per tenere conto di maggiori accantonamenti.

Intesa Sanpaolo piace anche ad Equita SIM che ieri ha ribadito la raccomandazione “buy”, tagliando però anch’essa il prezzo obiettivo da 2,4 a 2,2 euro.

Gli analisti incorporano il costo del credito 2020-2021 come da target della società, riducendo l`Eps del 18% rispetto alle stime precedenti.

Per quest’anno gli esperti ipotizzano un utile di 3,4 miliardi di euro per Intesa Sanpaolo, sopra la sua che a loro sembra molto prudente in termini di ricavi.

Quanto al dividendo, ipotizzando la rimozione del divieto Bce a ottobre, Intesa Sanpaolo offre un rendimento medio superiore al 10% nei prossimi anni e può pagare fino a 12 miliardi di euro di dividendi cumulati in 3 anni.

Unicredit: Equita e Bca Akros non si sbilanciano

Sempre Equita è più cauta su Unicredit, coperto con un rating “hold” e un target price a 9,8 euro.
Con riferimento alla trimestrale, gli analisti parlano di una perdita superiore alle attese per oneri straordinari, evidenziando però la performance operativa solida.

Gli esperti fanno notare che, rispetto a Intesa Sanpaolo, il contributo del trading income è inferiore alle attese a causa della forte riduzione della componente client-driven, che invece nel caso della banca guidata da Messina è aumentata del 6%.

Cauti anche i colleghi di Banca Akros che su Unicredit mantengono ferma la raccomandazione “neutral”, con un fair value a 7,5 euro.

Gli analisti riconoscono che dalla conference call di ieri sono arrivate messaggi rassicuranti, citando la forte posizione di capitale e i costi operativi flat lungo il periodo del piano.

Unicredit sotto la lente di Credit Suisse e Jefferies

A scommettere sul titolo è Credit Suisse che non cambia la sua strategia “outperform”, con un prezzo obiettivo a 12,5 euro.

La banca elvetica riconosce che la trimestrale di Unicredit è stata inferiore al consensus, anche se il margine di interesse e le commissioni hanno battuto le previsioni, al pari dei costi, bilanciati da un trading income più contenuto.

Infine, è bullish la view di Jefferies che ieri ha rinnovato l’invito ad acquistare il titolo, con un target rice a 10,3 euro.

Il broker spiega che i conti di Unicredit sono stat impattati da diversi elementi anche gross, ma al contempo ritengono che il forte buffer di capitale metta la banca in una buona posizione per assorbire i rischi legati all’esposizione alle PMI.