UTILE INTESA, METÀ È “STRAORDINARIO”. – Ma l’esplosione del profitto è merito anzitutto e in larga parte dei 3,5 miliardi di “proventi netti”: sono i contributi pubblici erogato a Messina dal governo guidato da Paolo Gentiloni (e di cui ministro dell’economia era Pier Carlo Padoan) per l’acquisto delle due banche venete, Popolare Vicenza e Veneto Banca.

andreagiacobino.com 11.5.20

Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, ha sempre dichiarato di voler remunerare in modo adeguato i suoi azionisti: e così indubbiamente è stato. Ma vale la pena analizzare come e quanto le componenti contabili cosiddette “straordinarie”, cioè non legate all’attività bancaria ordinaria, abbiano incisi sugli utili dell’istituto che a sua volta hanno poi consentito la distribuzione della cedola. A questo riguardo l’ultimo triennio offre spunti interessanti sottoponendo ai raggi x il bilancio ordinario di Intesa Sanpaolo Spa, quello unicamente significativo al fine della erogazione del dividendo, salvo distribuzione di riserve votate in assemblea.

Iniziamo dal 2017 dove il bilancio si chiude con utile di oltre 4,8 miliardi rispetto agli 1,8 miliardi dell’anno prima. Ma l’esplosione del profitto è merito anzitutto e in larga parte dei 3,5 miliardi di “proventi netti”: sono i contributi pubblici erogato a Messina dal governo guidato da Paolo Gentiloni (e di cui ministro dell’economia era Pier Carlo Padoan) per l’acquisto delle due banche venete, Popolare Vicenza e Veneto Banca. L’anno dopo l’utile ordinario cala a 3,6 miliardi ma, nonostante ciò, anche qui abbonda la componente di poste non ordinarie: 412 milioni è infatti la plusvalenza dell’operazione Tersia con cui Intesa cede crediti deteriorati alla partnership con Intrum e 259 milioni è quella realizzata cedendo le azioni Ntv-Italo al fondo Gip. Ma un’altra maxiplus frutto di un’altra cessione è nascosta tra le pieghe del bilancio: quella di 800 milioni realizzata vendendo il 50% della piattaforma di fondi Allfunds al Santander. A vendere è la controllata per conto di Messina è Eurizon Capital Sgr che non caso distribuisce alla casamadre Intesa un dividendo di oltre 1,2 miliardi rispetto ai 351 milioni dell’anno prima.

Nel 2019 l’utile ordinario è sceso ancora a 2,1 miliardi, questa volta senza poste straordinarie. Ma per il bilancio 2020, il cui utile è dato in crescita rispetto all’anno precedente, c’è sempre pronta la plusvalenza di 900 milioni realizzata da Intesa Sanpaolo trasferendo a Nexil’attività di acquiring svolta nei confronti di oltre 380mila punti vendita. Quindi, in buona sostanza, sui 10,5 miliardi di utili realizzati da Messina nel triennio 2017-2019, ben la metà, circa 5 miliardi, sono arrivati da voci straordinarie. E non dal fare, semplicemente, la banca.