Aspi: da Unicredit ok a finanziamento 1,2 mld (Sole)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Unicredit ha dato il suo via libera al finanziamento da 1,25 miliardi chiesto da Autostrade per l’Italia. Lo scrive Il Sole 24 ore spiegando che in caso di erogazione del finanziamento guiderà un consorzio con Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Banco Bpm, Bnl Bnp Paribas e Natiads. 

È un passo tecnico non vincolante per la conclusione positiva dell’istanza inoltrata da Aspi nell’ambito del decreto liquidità, ma rende certamente più difficile un eventuale “no” del ministero dell’Economia guidato da Roberto Gualtieri e di Sace alla garanzia pubblica. 

I nodi da sciogliere restano dunque tutti politici, perché il Tesoro ha già messo in chiaro che non ci può essere una soluzione sul prestito senza la decisione definitiva sulla revoca della concessione, ovvero sul procedimento avviato dopo la tragedia del Ponte Morandi costata la vita a 43 persone. Una decisione che potrebbe arrivare prestissimo: ieri sera un vertice tra i Cinque Stelle ha provato a ridefinire la linea. Attorno a un tavolo il capo politico Vito Crimi, il capodelegazione Alfonso Bonafede e i viceministri Giancarlo Cancelleri (Mit) e Stefano Buffagni (Mise). Ufficialmente “la revoca resta l’obiettivo politico”. Ma l’approccio è più pragmatico di un tempo, come ha lasciato intuire Cancelleri nei giorni scorsi, quando ha aperto al confronto con le altre forze di maggioranza “per trovare una mediazione”. 

La strada che potrebbe portare i pentastellati ad appendere al chiodo l’idea della revoca è l’offerta del Governo ad Atlantia, che oggi detiene 1’88% di Aspi, di scendere sotto il 50% facendo rilevare le quote da F2i, insieme ad altri investitori. Il M5S spinge anche, come sempre, per un intervento di Cdp. Ciò che conta è comunque il risultato da poter sbandierare ai propri attivisti: non proprio la nazionalizzazione invocata dall’ala ortodossa di Alessandro Di Battista, ma un ridimensionamento consistente della holding della famiglia Benetton nella gestione della rete autostradale, insieme a un’intesa su taglio delle tariffe e aumento degli investimenti (Aspi ha già proposto un piano da 2,9 miliardi). 

Fonti vicine alla società ricordano come sia stata data la disponibilità “a valutare una discesa” nel capitale, ma non prima di aver chiuso un accordo che elimini dal tavolo l’articolo 35 del Milleproroghe e l’ipotesi di una revoca. Perché, è il ragionamento, l’incertezza sul sistema normativo e tariffario rende Aspi al momento non valorizzabile. 

vs 

(END) Dow Jones Newswires

May 27, 2020 03:42 ET (07:42 GMT)