Intesa-Ubi: l’ops va in tribunale (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Lo scontro tra Ubi e Intesa Sanpaolo sull’offerta pubblica di scambio presentata nel febbraio scorso passa alle vie legali. Questo è il senso del comunicato di poche righe che il gruppo guidato da Victor Massiah ha diffuso ieri sera. Il cda di Ubi (assistito dall’avvocato Sergio Erede, da Credit Suisse e da Goldman Sachs) ha infatti deliberato l’avvio di un’azione giudiziale volta ad accertare che gli effetti della comunicazione con cui Intesa annunciava il lancio dell’ops sono cessati”. Una richiesta che, se accolta dal giudice (con ogni probabilità il foro competente sarà Milano dove entrambi i titoli sono quotati), determinerebbe il venir meno della passivity rule, ossia di quel complesso di vincoli che lega le mani alle società sottoposte a offerta pubblica. 

Al centro delle contestazioni di Ubi, scrive MF, ci sono le cosiddette clausole Mac (material adverse change, ndr) cioè le condizioni sospensive che possono scattare in caso di eventi eccezionali come appunto le pandemie. Non a caso il tema è già stato sollevato dai legali di Ubi davanti alla Consob che nelle scorse settimane ha avviato un esame approfondito del dossier. Il presupposto dell’azione, spiega la nota di ieri, è rappresentato “dall’avveramento della condizione Mac di efficacia dell’offerta pubblica di scambio” determinato “dalla pandemia Covid-19” e dalla “mancata tempestiva rinunzia” di Intesa “a tale condizione”. Un modo nemmeno tanto implicito di chiamare Intesa allo scoperto. Finora infatti l’istituto guidato da Carlo Messina non si è espresso sull’efficacia della clausole e tale, secondo quanto risulta, restava la linea anche ieri sera dopo la diffusione del comunicato di Ubi. Ora comunque la palla passerà al giudice che nel giro di poche settimane dovrà esprimersi sulla richiesta della banca lombarda. Un verdetto è atteso già per l’inizio di giugno e condizionerà gli sviluppi della partita. 

red/lab 

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May 27, 2020 02:05 ET (06:05 GMT)