Il francese Mustier (Unicredit) al Copasir. Ecco di cosa hanno parlato -Dall’audizione a San Macuto del manager francese alla guida del gruppo sarebbe emersa una certa preoccupazione per la possibile fusione Intesa-Ubi, finita sotto la lente dell’Antitrust. Timori anche per il Pil. Nessun cenno alla scalata di Del Vecchio in Mediobanca

Gianluca Zapponini formiche.net 4.6.29

Il giorno di Unicredit al Copasir. Questa mattina, come preannunciato nei giorni scorsi, il ceo della banca Jean-Pierre Mustier ha varcato, poco dopo le 11, il portone di Palazzo San Macuto, sede del Comitato per la sicurezza della Repubblica, presieduto dal leghista Raffaele Volpi.

Il Comitato, come noto, sta svolgendo un’approfondita indagine sul sistema finanziario nazionale, con l’obiettivo di intercettare eventuali rischi per la salvaguardia dell’interesse nazionale in relazione agli asset più importanti, quelli strategici. Ad oggi, lungo questo filone, il Copasir ha ascoltato l’Aise, la Banca D’Italia e l’Ivass, queste ultime rispettivamente le vigilanze sul sistema bancario e assicurativo. Ma anche una serie di attori di primo piano del nostro sistema finanziario: Ubi Banca, Mediobanca, Cassa Depositi e Prestiti. Ora il ciclo di audizione volge la termine e chiuderà la serie di convocazioni l’Aisi.

Nella giornata odierna a Palazzo San Macuto un passaggio sarebbe stato dedicato alla possibile fusione tra Intesa e Ubi. In particolare nel corso dell’audizione sarebbe emersa una certa preoccupazione per l’operazione, dal momento che con una aggregazione tra le due banche, in seguito all’Ops (Offerta di pubblico scambio) lanciata da Intesa su Ubi, nascerebbe un soggetto di notevoli dimensioni, in grado di dare a forme di concentrazione, con possibili ripercussioni sulla concorrenza. Non è un caso che la stessa Unicredit abbia deciso di partecipare all’istruttoria Antitrust sulla fusione tra la prima e la terza banca del Paese, avviata dall’Autorità di Piazza Verdi il 12 maggio scorso, proprio per verificare rischi per la concorrenza.

Non è tutto. Un altro passaggio dell’audizione, durata circa 2 ore e definita dai presenti molto importante, avrebbe riguardato l’uscita nel novembre scorso di Unicredit dal capitale di Mediobanca, quando la banca cedette la sua partecipazione dell’8,4% per un corrispettivo di quasi 800 milioni. Un’operazione da imputare, sarebbe emerso dall’audizione, alle mancate convergenze con la governance di Piazzetta Cuccia. Non si sarebbe invece parlato, almeno oggi, dell’intenzione di Leonardo Del Vecchio di salire al 20% di Piazzetta Cuccia. Mustier avrebbe infine difeso la sua gestione di Unicredit (è alla guida del gruppo dal 2016). Ultimo tema, il Pil. La delicata situazione economica del Paese sarebbe stata affrontata nel corso dell’audizione.