Generali Ass.: soci freddi su Delfin (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

L’uscita allo scoperto di Leonardo Del Vecchio su Mediobanca non poteva passare inosservata a Trieste. La richiesta di Delfin alla Bce di superare il 9,9% di Piazzetta Cuccia (per puntare al 20%) e le prime indicazioni strategiche sul futuro Leone hanno fatto il giro dei grandi soci di Generali che le hanno accolte con cautela, se non proprio con freddezza. 

L’ambizione di Del Vecchio di imprimere una svolta alla compagnia (di cui è terzo azionista al 4,84%), scrive MF, è nota da tempo, sebbene sinora sia rimasta sotto traccia. La scalata a Mediobanca però promette di imprimere una brusca accelerazione a quei progetti, come testimoniano le indicazioni lasciate filtrare nei giorni scorsi: l’idea di Delfin è «riportare Generali al ruolo leader che aveva nel mercato assicurativo europeo alla fine degli anni 90 e che poi ha perso», spiegava martedì 3 una fonte vicina allo cassaforte lussemburghese di Del Vecchio. Una scossa per i grandi azionisti del Leone di Trieste. Quali reazioni finora? Una premessa è necessaria: l’azionariato di Generali si presenta oggi come un ambiente eterogeneo in cui si confrontano storie e strategie diverse. Impossibile individuare un punto di sintesi. Semmai ciò che accomuna le reazioni avute in questi giorni da Francesco Gaetano Caltagirone (5,11%), dalle famiglie Boroli-Drago (1,45%) e dai Benetton (3,99%) è una certa cautela a sposare la linea di Del Vecchio. Caltagirone per esempio, pur mantenendo buoni rapporti con Mister Luxottica, non vedrebbe di buon occhio una completa destabilizzazione di Mediobanca e mosse troppo impulsive su Generali. 

Il costruttore romano semmai vedrebbe di buon occhio un progetto che, pur preservando il ruolo e l’identità di Mediobanca, desse un assetto più plurale alla governance della compagnia. Il punto di equilibrio dovrebbe insomma essere una sorta di co-gestione, da applicare soprattutto alla stesura della lista del cda. Un progetto a cui Caltagirone non farebbe mancare capitali per consolidare il fronte dei privati; già negli anni scorsi del resto l’imprenditore ha rafforzato la propria posizione al ritmo di un 1% l’anno, arrivando a una esposizione di due miliardi. Un trend che continuerà. 

red/lab 

(END) Dow Jones Newswires

June 05, 2020 02:31 ET (06:31 GMT)