Doppio colpo da KO per le banche del Ftse Mib: stop dividendi fino al 2021 e ostacoli a OPS Intesa su UBI

Finanzaonline.com 9.6.20

Ondata di vendite oggi sulle banche di Piazza Affari che interrompono bruscamente la striscia di rialzi record delle ultime due settimane. I ribassi arrivano al oltre -5% per le big bancarie Intesa Sanpaolo e Unicredit (quest’ultima reduce da 12 rialzi consecutivi). A soffrire sono sia le banche che società d’investimento e assicurazioni dopo che ieri è arrivata la raccomandazione del Consiglio generale del Comitato Europeo per il rischio sistemico (CEMS), organo di supervisione della BCE, circa lo stop dei dividendi per tutto il 2020, ossia oltre il limite del 1° ottobre stabilito dalla BCE lo scorso marzo.

L’indicazione sui dividendi

Il CEMS ha integrato le precedenti iniziative intraprese da BCE, EBA ed EIOPA emettendo una nuova raccomandazione sulla restrizione al pagamento dei dividendi fino al primo Gennaio 2021. La raccomandazione del CERS si applica a banche, imprese di investimento e assicurazioni e raccomanda la sospensione dei dividendi, riacquisto di azioni proprie e pagamento delle remunerazioni variabile, mentre non include il pagamento delle cedole degli AT1, che non sono quindi a rischio dal punto di vista regolamentare.
Gli analisti di Equita SIM sottolineano come la notizia aumenta i rischi sul pagamento della seconda tranche di dividendo da parte di Generali (3% yield) e su quello di Unipol (5,7%).

A Piazza Affari soffre tutto il comparto finanziario con oltre -4% per Mediobanca, -3,5% circa per UBI Banca e Banco BPM. Tra le assicurazioni -2,9% Generali e -1,8% Unipol. Nel segmento risparmio gestito -4,8% per Banca Mediolanum e -3,93% Azimut e -2,9% Banca Generali.

Frenata anche sul fronte Intesa-UBI

Pesano anche i rumor circa l’esito di una prima fase dell’istruttoria antitrust che non vedrebbe le condizioni per dare il via libera all’OPS di Intesa su UBI Banca. Dopo aver ottenuto l’ok della Bce e ieri anche quello di Banca d’Italia, secondo quanto riporta Il Messaggero al termine di una prima fase dell’istruttoria antitrust non ci sarebbero le condizioni per autorizzare l’OPS di Intesa su UBI. L’autorità antitrust non riterrebbe soddisfatte, al momento, alcune condizioni in merito al rispetto della concorrenza – che potrebbero però essere modificate nell’ambito della discussione dell’istruttoria fra le parti.
Non verrebbero ritenute infatti sufficienti le previstecessioni di sportelli (400-500) a Bper che, stando al piano di integrazione presentato da Intesa, dovrebbero garantire il rispetto dei limiti antitrust. Secondo l’interpretazione di Equita SIM, quanto riportato rappresenterebbe un giudizio preliminare suscettibile di essere modificato: “E’ ragionevole attendersi che Intesa presenti le proprie controdeduzioni e/o eventuali piani alternativi di cessione in modo da garantirsi il rispetto delle condizioni richieste rimuovendo un ostacolo che non consente la partenza dell’OPS sul mercato”.Tag: banche, BCE, FTSE MIB, Intesa Sanpaolo, UniCredit