Ops Intesa, scoglio dell’Antitrust

Lospiffero.com 9.6.20

Dopo la Bce anche Bankitalia dà il via libera all’operazione con Ubi Banca. Ma gli ostacoli non sono finiti. L’Autorità garante della concorrenza starebbe per mettere uno stop

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Dopo la Bce anche Bankitalia dà il via libera all’Ops di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, lanciata lo scorso 17 febbraio, che ha ad oggetto massime 1.144.285.146 azioni ordinarie. Ca’ de Sass ha infatti ricevuto dalla Banca d’Italia le autorizzazioni preventive all’acquisizione indiretta di una partecipazione di controllo nelle società controllate del Gruppo Ubi Banca: Pramerica Sgr (inclusa la partecipazione qualificata in Polis Fondi Sgr), Ubi Leasing, Ubi Factor e Prestitalia. La Bce aveva già autorizzato l’acquisizione di una partecipazione di controllo di Ubi Banca e della controllata Iw Bank.

Il via libera delle due autorità di vigilanza del mercato unico e del mercato interno sblocca definitivamente l’operazione, che a questo punto potrebbe partire anche entro il mese di giugno, anche prima del giudizio dell’Antitrust.

Ora Intesa deve attendere i nulla osta di Consob, Ivass e Antitrust. L’iter dovrebbe terminare entro luglio. Sull’offerta pende anche un ricorso al Tribunale di Milano, a cui Ubi ha chiesto di accertare se l’Ops è ancora efficace, imputando a Intesa la violazione di una clausola (la clausola Mac) della stessa offerta.

L’Offerta pubblica di sottoscrizione potrebbe essere fermata dall’Antitrust che vigila sulla concorrenza. Secondo quanto scrive il quotidiano Il Messaggero, infatti, l’authority avrebbe terminato la prima parte dell’istruttoria tecnica dichiarando che l’operazione “non sia allo stato suscettibile di autorizzazione”. A spingere l’Antitrust a tale giudizio sarebbe stata la vendita a Bper Banca di 500 filiali di Intesa Sanpaolo prevista dal piano dell’ad Carlo Messina per frugare il rischio di una posizione dominante della banca torinese dopo l’aggregazione con Ubi Banca, definita insufficiente dall’authority.

“Alla luce delle considerazioni svolte”, scrive l’Antitrust nel documento, “si ritiene che l’operazione di concentrazione notificata sia idonea a produrre la costituzione e/o rafforzamento della posizione dominante di Intesa Sanpaolo in numerosi mercati, riducendo in maniera sostanziale e durevole la concorrenza sui mercati”. A questo punto, sarà compito del negoziato tra Antitrust e Intesa Sanpaolo arrivare ad un accordo tra le parti per evitare lo stop all’operazione o al rallentamento dei tempi previsti. Secondo gli analisti di Equita Sim, ora “è ragionevole attendersi che ISP presenti le proprie controdeduzioni e/o eventuali piani alternativi di cessione in modo da garantirsi il rispetto delle condizioni richieste rimuovendo un ostacolo che non consente la partenza dell’Ops sul mercato”.