Romantico e “vintage”il fascino del drive-in

ROBERTO NEPOTI caffe.ch 13.6.20

Torna di moda dopo l’emergenza il cinema all’aperto

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Potrebbe, la sospirata riapertura dei cinema, valersi di uno spazio finora considerato “vintage” come il drive-in? Molti cominciano a crederlo, perché la vecchia formula del cinema visto dall’interno della propria auto è idonea a garantire il rispetto delle regole di precauzione che la pandemia esige ancora. Le ragioni per cui il drive-in divenne popolare negli anni Cinquanta erano, ovviamente, diverse da oggi: il boom della motorizzazione, la possibilità di concedersi rituali di corteggiamento che la privacy dell’auto permetteva.
Spesso corredati da un servizio di ristoro – con cameriere in minigonna e pattini a rotelle che servivano gli spettatori senza dover scendere dall’auto – il drive-in divenne popolarissimo soprattutto presso i giovani americani, ma produsse emuli anche in Europa. Nell’agosto del 1957, ad esempio, fu inaugurato il primo drive-in italiano a Casal Palocco, nei pressi di Roma. Con uno schermo di 540 metri quadrati era il più grande del vecchio continente e poteva ospitare fino a 750 vetture in un’area di 60mila metri quadrati. Numeri ovviamente impensabili oggi: tuttavia, per quanto più modesti, diversi progetti sono già in fase di attuazione. La Germania, ad esempio, ne conta diversi: biglietti solo online, non più di due persone a veicolo e snack venduti con le dovute precauzioni per evitare il contatto sociale.
In Svizzera (vedi articolo a destra) diversi imprenditori del settore sono già al lavoro per rispolverare la vecchia formula. Un’azienda sangallese, ad esempio, intende aprire a luglio un drive-in a Uzwill, nella convinzione che i cittadini vogliano tornare al cinema in sicurezza (e certo l’idea di frequentare le sale al chiuso, con mascherina e distanziamento tra le poltrone, non è molto allettante). Il proprietario della società sta cercando, col supporto del Comune, un piazzale capace di ospitare 40 posti auto. Numero modesto, ma che potrebbe fare da apripista a spazi più ampi. Di questi progetti occorre valutare i pro e i contro. Gli impianti per la riproduzione del sonoro, tra i primi, sono molto semplificati ed efficaci rispetto ai tempi eroici del drive-in. L’autorità tedesca delle telecomunicazioni, per continuare con l’esempio della Germania, ha assegnato allo scopo 43 frequenze radio, che permetterebbero agli spettatori del moderno drive-in di connettersi dal proprio veicolo all’audio del film tramite l’autoradio.
Con l’audio dedicato tra l’altro si potrà ascoltare il film nella lingua originale oppure doppiato in varie lingue. Meno aggirabili sembrano altri ostacoli. Come il caldo delle serate estive, in auto che non potranno fruire dell’aria condizionata dovendo, durante la visione, ovviamente spegnere il motore. Oppure il divieto per i veicoli alimentati a metano o Gpl di accedere alle aree drive-in. Altro effetto avverso della modernità potrebbe essere il parabrezza. Che, a differenza del passato, nei modelli recenti è spesso colorato per difendere il guidatore dai raggi del sole. Con effetti decisamente meno positivi sulla qualità della visione di un film.