Alitalia: in settimana ok Cdm a newco con 3 mld e 105 aerei (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Sarà un Consiglio dei ministri ad hoc, tra una riunione e l’altra degli Stati generali, a lanciare la Nuova Alitalia. Lo scrive I Messaggero spiegando che la decisione dovrebbe arrivare tra giovedì e venerdì prossimi anche per dare un segnale concreto sul fronte della politica industriale. E per dimostrare che tra le tante crisi aperte, almeno una, forse la meno complessa se si pensa a Ilva o ad Autostrade, viene avviata a soluzione. 

La road map della ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli punta a chiudere in fretta. Anche perché, almeno dal punto di vista tecnico, lo schema per la costituzione della newco propedeutica all’operazione, è pronto; come il decreto di concerto con Mise e Mef è in fase avanzata. Così come sono chiari gli obiettivi che deve darsi il piano industriale della compagnia che, proprio per dare una mano sul fronte occupazionale, integrerà alcuni asset di Air Italy. Il traguardo finale è quello di creare un vettore nazionale, supportato dallo Stato, in grado di valorizzare e attrarre il maggior numero di turisti. 

La newco avrà 105 aerei, potrà contare su 3 miliardi di risorse finanziarie e rileverà i rami d’azienda della compagnia in amministrazione straordinaria. La guida del vettore sarà affidata a Fabio Lazzerini, attuale capo del business, figura che internamente all’azienda gode di grande stima. Una scelta collegiale dell’esecutivo quindi che, salvo ripensamenti, verrà annunciata insieme a quella del presidente su cui non è ancora stato sciolto il riserbo. In pole c’è Roberta Neri, ex ad Enav. 

Il nodo esuberi resta complesso. Perché se è vero che una flotta di circa 105 aerei consentirebbe di salvaguardare l’attuale organico, sul fronte del personale di terra i problemi sono tanti, soprattutto se, come 

sembra, una parte dei dipendenti di Air Italy verrà assorbita insieme ad alcuni slot di Linate e ai diritti verso gli Stati Uniti. L’obiettivo del governo è dare un segnale di attenzione alla Sardegna, dove il tasso di 

disoccupazione è elevato. Il sindacato calcola che con circa 300 esodi incentivati dei piloti in 5 anni, l’azienda possa davvero pensare ad aprire a nuove assunzioni. 

Difficile invece la situazione dell’handling (5 mila persone se si considerano anche gli uffici di staff) dove già ora gli esuberi toccherebbero quota 2 mila. Il polo della manutenzione (2.000 dipendenti), che potrebbe aprirsi a nuove partnership, andrebbe a ricomprendere anche gli ex lavoratori Meridiana. 

Il piano industriale a cui si sta già pensando punta a partire da 105 velivoli, ma in una prima fase il numero di aeromobili coinvolti sarà legato alle esigenze di mercato che, con una domanda in forte contrazione, sarà ridotto. Vista anche la risoluzione di alcuni contratti di leasing. In sostanza, la crescita sarà calibrata sulla base della ripartenza. 

Tra le ipotesi allo studio anche l’idea di costruire all’interno di 

New Alitalia un braccio low cost per fare concorrenza alle compagnie più agguerrite. L’arrivo di Air Italy potrebbe differenziare l’offerta complessiva. Al Mit sono convinti della necessità di puntare sul medio e 

sul lungo raggio, settore più remunerativo, ma dovrà anche essere costruita, in tempi rapidi, un’alleanza internazionale dopo la risoluzione della joint-venture con Delta. Resta un accordo di codesharing sul mercato Usa, ma ora Alitalia ha davvero le mani libere per far parte di un network diverso da SkyTeam se trovasse una sponda con Lufthansa che però è chiamata ad un piano lacrime e sangue supportata da 9 miliardi di aiuti statali. 

Palazzo Chigi, prosegue il quotidiano, vuole comunque aprire ad alcuni soci privati in maniera graduale e valutare nuove alleanze dopo la fine dell’emergenza. 

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(END) Dow Jones Newswires

June 15, 2020 02:56 ET (06:56 GMT)