Aspi: Atlantia pronta a cedere maggioranza, Cdp in campo (Rep)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

I contorni della trattativa non si conoscono, ma la sensazione dei protagonisti è che ormai il cerchio stia davvero per 

chiudersi. A quasi due anni dalla tragedia del Ponte Morandi, e 

dopo una serie quasi infinita di passaggi a vuoto, ieri intorno al 

quartier generale di Aspi si respirava un clima moderatamente positivo anche se ancora attendista. Lo scrive Repubblica aggiungendo che da parte della società la posizione è possibilista. “Se arrivasse un’offerta ragionevole, Aspi la valuterebbe”, si diceva mentre il vertice di maggioranza era ancora in corso. 

La scommessa è che l’ipotesi della revoca sia quasi tramontata, anche 

se per ora si tratta appunto solo di una scommessa. Da ambienti vicini alla trattativa si ipotizza un percorso, non nuovo ma che nelle ultime ore sembra prendere sempre più corpo; una soluzione che unirebbe forti valenze industriali e nello stesso tempo un disegno politico importante, un buon risultato per il premier Conte. 

Secondo questo schema, Atlantia (e dunque per estensione i Benetton) scenderebbe in minoranza in Aspi, titolare della concessione autostradale, vendendo (probabilmente con quote paritarie) a Cdp e a F2i, la società di gestione di fondi infrastrutturali guidata da Renato 

Ravanelli (e partecipata dalla stessa Cdp). L’operazione vedrebbe un operatore industriale specializzato nel settore, F2i, e un protagonista vicino ad una logica “pubblica”, come Cdp, che farebbe da garanzia agli investimenti e alla gestione corretta della rete autostradale, 

nell’interesse di tutti. In questo modo Conte potrebbe dire di 

aver ottenuto il successo di aver ridimensionato in maniera significativa i Benetton e nello stesso tempo di aver garantito, anche con il loro contributo, un piano di investimenti importante per il paese (Aspi ha messo in campo oltre 14 miliardi di investimenti da qui alla scadenza della concessione) senza provocare con questo l’esplosione dei pedaggi al casello. 

Ovviamente questo disegno necessita che vadano al loro posto vari tasselli. L’incognita principale è la trattativa politica, che segue logiche proprie. Altrettanto importante è che i Benetton si rendano conto che hanno spazi limitati per trattare e dunque accettino una diluizione importante. Dal punto di vista industriale bisogna comunque arrivare a definire un accordo complessivo su revoca e multe da una parte e tariffe dall’altra. Solo a quel punto può partire una trattativa sul valore da dare ad Aspi e sulla quota esatta da mettere sul piatto. Ma, sottolineano ambienti vicini al dossier, se si arriva alla decisione di sedersi al tavolo per concludere sui primi due aspetti, anche la parte finale del negoziato, la vendita vera e propria, potrebbe marciare abbastanza speditamente. 

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(END) Dow Jones Newswires

June 24, 2020 02:55 ET (06:55 GMT)