Ubi B.: soci auspicano ancora ritocco Ops Isp, domani Cda – Sono ore decisive per capire le geometrie e gli equilibri intorno all’Offerta pubblica di scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo sulla totalità delle azioni di Ubi Banca che partirà il 6 luglio.

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Sono ore decisive per capire le geometrie e gli equilibri intorno all’Offerta pubblica di scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo sulla totalità delle azioni di Ubi Banca che partirà il 6 luglio. 

Gli schieramenti si stanno riunendo pressoché quotidianamente per discutere e ultimare le valutazioni circa l’operazione che si appresta a ridisegnare il panorama bancario italiano. In queste ore è in corso il Consiglio della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, presieduta da Giandomenico Genta, per gli ultimi approfondimenti di rito con l’advisor ingaggiato Societé Generale. La Fondazione Banca Monte di Lombardia per voce del suo presidente Aldo Poli ha fatto sapere a un quotidiano finanziario che l’ente è disponibile a valutare e studiare l’offerta per la tutela del territorio e dell’investimento. Una posizione che ha trovato conferma in fonti finanziarie e in istituzioni vicine al territorio che tuttavia sottolineano che si tratta di una posizione di buon senso, condivisa da tutti ma che non cambia gli equilibri intorno all’Ops. 

Fonti vicine al Patto Car (cosiddetto patto dei bergamaschi che ora ha superato però le logiche territoriali e detiene circa il 20% di Ubi) hanno fatto sapere che la formazione “rimanda alla giornata di domani e ad eventuali sviluppi dell’offerta le valutazioni”. 

Il Sindacato Azionisti Ubi Banca, il cosiddetto “Patto dei bresciani”, si è confrontato a più riprese in questi giorni ed è in attesa come tutti gli attori coinvolti del Cda della banca guidata dal ceo Victor Massiah che si riunirà domani per esprimersi ufficialmente sulla questione. La banca lombarda in una nota ieri aveva precisato che “esprimerá le proprie 

valutazioni, in conformitá con le previsioni del Testo Unico in materia 

di intermediazione finanziaria, con assoluta serenitá e indipendenza di 

giudizio, su basi fattuali e nel pieno rispetto della regole di mercato”. 

In queste settimane i toni sono stati accesi. Il Car si è sin da subito schierato contro l’offerta giudicandola iniqua. Lo stesso ha fatto il più piccolo Patto dei Mille. I fondi sono stati fino ad ora silenti ma c’è chi si dice ottimista sul loro responso. Di fatto l’offerta si rivolge a tre tipologie diverse di azionisti ovvero gli industriali, le fondazioni e gli istituzionali che seguono logiche squisitamente di mercato. 

Alcuni feedback positivi da parte dei soggetti più aperti al mercato sono giunti nel corso del roadshow organizzato in occasione della trimestrale. Gli istituzionali stanno terminando l’analisi dei loro modelli che hanno fatto “girare” sulle informazioni disponibili per esaminare la convenienza dell’offerta. 

Alcuni osservatori sono pronti a scommettere – al di là delle schermaglie e dei toni accesi degli ultimi mesi – su una certa apertura all’offerta anche da parte dei soggetti fino ad oggi più restii. Nelle dichiarazioni fatte filtrare da fonti vicine al Car si evince che il Patto spera ancora in un ritocco dell’offerta. 

cce 

claudia.cervini@mfdowjones.it 

(END) Dow Jones Newswires

July 02, 2020 13:24 ET (17:24 GMT)