STADIO DI ROMA / LUCA PARNASI & I FONDI ILLECITI AI PARTITI – Si tratta di un imprenditore da novanta, il mattonaro capitolino Luca Parnasi. E di due tesorieri di partito altrettanto da novanta: Giulio Centemero della Lega e Francesco Bonifazi per il PD.

3 Luglio 2020 di: PAOLO SPIGA lavocedellevoci.it

La procura di Roma chiede tre rinvii a giudizio eccellenti per un filone della maxi inchiesta sull’affaire dello stadio della Roma a Tor di Valle.

Si tratta di un imprenditore da novanta, il mattonaro capitolino Luca Parnasi. E di due tesorieri di partito altrettanto da novanta: Giulio Centemero della Lega e Francesco Bonifazi per il PD. Va sottolineato che quest’ultimo ha gestito le casse del partito fino al passaggio ad Italia Viva, sotto le protettive ali del suo storico nume, Matteo Renzi.

A chiedere il rinvio a giudizio è Paolo Ielo, che ha chiuso le indagini a fine 2019. Sotto i riflettori i finanziamenti a Lega e Pd. Sono stati erogati entrambi da una sigla della galassia, Pentapigna immobiliare, per un periodo gestita dall’autista di casa Parnasi.

Il cadeau indirizzato all’associazione “Più Voci”, riconducibile a Centemero, è composto da due tranche, per un totale di 250 mila euro.

Mentre alla Fondazione Eyu, di cui è stato presidente Bonifazi, sono pervenuti 150 mila euro.

Nel primo caso, secondo il pm Ielo, si tratta di “contributi erogati in assenza di una delibera da parte dell’organo sociale competente e senza l’annotazione dell’erogazione nel bilancio di esercizio”.

La procura capitolina è convinta che Più Voci sia un’associazione “riconducibile alla Lega Nord quale sua diretta emanazione e comunque costituente una sua articolazione”.

Per quanto concerne Eyu, la sigla avrebbe ricevuto il generoso regalo in cambio di uno ‘studio di ricerca’.

Un modo come un altro per travestire il passaggio di denaro, perché tra Pentapigna ed Eyu vi era “un contratto di consulenza fittizio”.

Solo un antipasto per Luca Parnasi. Che dovrà affrontare a breve un vero e proprio super processo articolato in svariati filoni investigativi e capi di imputazione. Tutti ruotanti intorno al business dello stadio giallorosso a Tor di Valle.

Nel frattempo, la giunta Raggi è in fibrillazione. Sono ormai pronte le carte per avviare l’iter finale dello start, ma non si sa bene quali siano i “partner”, visto che il giallo è ancora tutto da scrivere.

I Parnasi, infatti, non sanno più quali pesci prendere. Sotto inchiesta e sotto processo per i filoni ai quali abbiamo fatto cenno. Impelagati con i maxi debiti nei confronti di Unicredit (600 milioni di euro). In stallo per la trattativa con il palazzinaro ceco Radovan Vitek, relativa alla cessione dei terreni di Tor di Valle. Terreni al centro di una pesante contestazione, perchè Luca Parnasi ha pagato solo una parte (circa il 30 per cento) al vecchio proprietario Papalia, che ora li rivuole.

Nel frattempo il “compratore” americano della squadra giallorossa, Dan Friedkin, s’è eclissato.

L’attuale numero uno, James Pallotta, ne ha le scatole piene.

E la formazione sta crollando in classifica.

‘Napocalisse!