“Gli archivi Modigliani?Miei e ora voglio giustizia”

ANDREA BERTAGNI Caffe.ch 4.7.20

L’archivista Parisot parla dopo la denuncia e il sequestro

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Gli archivi Modigliani sono la mia storia, la mia vita. Ora voglio giustizia”. Christian Parisot, archivista italiano, parla per la prima volta, dopo che “in Italia – dice – sono stato perseguitato subendo un calvario giudiziario”. Parla dopo aver denunciato alla magistratura ticinese Maria Stellina Marescalchi, mercante d’arte italiana residente in Ticino, per appropriazione indebita. Per avere, a suo dire, custodito a Ginevra le migliaia di documenti opera di Amedeo Modigliani – uno dei più famosi artisti italiani scomparso cento anni fa – senza esserne la vera proprietaria. Una denuncia che ha portato, come anticipato dal Caffè lo scorso 17 maggio, al sequestro degli archivi.
Non una disputa di poco conto, dato che le migliaia di quaderni, disegni, foto d’epoca, lastre di vetro, lettere autografe dell’artista sono la chiave per aiutare a stabilire quali opere dello stesso Modigliani siano false o vere. Una battaglia legale di inestimabile valore, quindi. “Il mio lavoro si è svolto sempre in accordo con gli eredi Modigliani – continua Parisot -, con attenzione e impegno costante per anni ho ricercato ogni singolo documento, che ho organizzato, classificato ed elencato uno per uno”.
Nel frattempo però c’è chi dice che gli archivi appartengono allo Stato italiano “Ma gli archivi – riprende Parisot – sono sempre stati a Parigi dove è sempre stata la sede e lì sono stati formati, catalogati, riuniti e classificati”. Proprio in merito alla presunta proprietà italiana, l’archivista ritiene di essere stato “perseguitato subendo un calvario giudiziario con numerosi processi a mio carico protrattisi per anni per falsità inesistenti, tutti definiti con sentenze con formule assolutorie piene”.
Tutto questo, quando, secondo Parisot, la prova che gli archivi sarebbero suoi non è in discussione. “Gi eredi Modigliani – precisa – hanno deciso di riconoscere il mio lavoro, donandomi gli archivi e tutti i beni che li compongono con scritture private inequivocabili. Il mio diritto esclusivo di proprietà sugli stessi è stato riconosciuto anche dalle sentenze dei giudici civili di Roma passate in giudicato”.
Sarà anche così, ma intanto sulla denuncia e sul sequestro si sarebbero attivate anche le aurorità italiane. “Per quanto mi riguarda – conclude -attendo che mi vengano restituiti gli archivi che mi sono stati sottratti con condotte indebite che ho denunciato all’autorità giudiziaria svizzera”. Dopodiché, l’archivista è convinto, “saranno al centro di eventi e mostre in tutto il mondo”.
an.b.