Lo sballo senza cocaina…ma con le anfetamine

MAURO Spignesi Caffe.ch 4.7.20

Cambia il mercato della droga dopo il blitz di Salerno

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Secondo gli analisti dell’Interpol, gli investigatori della Dea americana e gli 007 italiani non è finita qui. Lo dicono nei loro rapporti riservati che hanno fatto scattare l’allarme un po’ ovunque. E non da oggi. Perché il flusso di pasticche continuerà. E c’è una ragione: ormai le droghe come quelle sequestrate nel porto di Salerno in un carico con una bolla doganale di una società di Lugano, sono il frutto, la sintesi delle ultime alleanze dei cartelli della criminalità organizzata. Russi, afgani, mafia e altri gruppi italiani, oltre i tradizionali clan messicani e soprattutto colombiani. Altrimenti non si spiegherebbero, raccontano gli investigatori, i grandi quantitativi pronti a inondare città e interi Paesi europei. Soltanto il carico intercettato a Salerno, 14 tonnellate di compresse, valeva circa un miliardo. Impossibile che a gestire un’operazione così complessa, un investimento così alto, ma soprattutto un rischio del genere, sia stata una sola organizzazione.
Quello che è certo è che il mercato delle droghe sta rapidamente cambiando. Se la cocaina (oltre naturalmente alla canapa) ha caratterizzato l’offerta degli ultimi dieci anni, il futuro è nelle pastiglie. In particolare nelle anfetamine o nel Captagon, un composto di anfetamina e altre sostanze stimolanti, usato dai soldati dell’Isis prima della battaglia o dagli attentatori che hanno portato il terrore nel novembre 2015 al Bataclan di Parigi. I padroni del mercato internazionale della droga stanno lentamente articolando la loro offerta. Un segnale che l’Osservatorio delle tossicodipendenze dell’Ue aveva colto anni fa. In un documento dove si parlava già dal 2006 di circa 123 laboratori di anfetamine smantellati solo nei Paesi europei e di 38mila sequestri delle diverse polizie. Uno dei più grossi in Turchia, con 20 milioni di pastiglie di Captagon.
Ma la droga sintetica (di cui fanno parte le pastiglie usate dall’Isis), che porta a una caduta dei freni inibitori, alla resistenza alla fatica, provoca euforia, è nota anche in Svizzera. Dove ci sono stati diversi sequestri. Nel Mendrisiotto, ad esempio, alla fine del febbraio scorso, dopo una perquisizione al valico di Pizzamiglio, ne sono stati intercettati otto etti. Li aveva un uomo, un cittadino confederato, al quale poi nel suo appartamento di Paradiso sono state trovate altre sostanze stupefacenti. Altre tracce sono state riscontrate nelle acque reflue di diverse città, come ha riportato l’ultima ricerca che ormai viene svolta annualmente da un consorzio di istituti tra cui il Mario Negri di Milano.
Ad esempio il consumo di anfetamine ultimamente è risultato il doppio nella sola città di Zurigo – dove nel 2015 vennero sequestrate 63 chili di pastiglie e 63mila pillole di ecstasy in arrivo dall’Olanda – passando da 30 mg a 60 mg per mille persone al giorno. Una crescita che è stata osservata anche a San Gallo.
Pochi quantitativi, rispetto a quelli trovati a Salerno. Ma anche lì è iniziato con poco. Diversi mesi fa venne intercettato un container con delle magliette e dentro le pasticche dell’Isis pronte a invadere il mercato europeo. Per gli investigatori era solo l’inizio di una lunga indagine. E infatti il secondo container, stavolta con scrivanie e attrezzature da ginnastica, spedito dalla Siria e diretto in Libia attraverso appunto una società di Lugano, era sempre zeppo di pastiglie. Il terzo carico, ancora indirizzato all’azienda ticinese, ha fatto scattare l’operazione. E la scoperta di 84 milioni di pasticche. Tra il primo e l’ultimo sequestro, gli investigatori italiani hanno preso contatto con colleghi che da tempo seguono la rotta del Captagon. Una droga che serve a finanziare l’Isis ma che sta diventando un ricco business. Perché dopo la guerra le scorte vanno vendute. A prezzi neppure alti. Un business che evidentemente ha fatto gola a molti.
m.sp.