Aspi/Atlantia: ferme trattative con CdP su prezzo aumento (fonti)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Le trattative che dovranno portare alla realizzazione di un contratto preliminare che recepisca la volonta’ politica espressa dall’accordo fra Atlantia e Aspi e l’Esecutivo, relativo al destino della concessionaria, sono in una fase di stallo. 

E’ quanto riferiscono diverse fonti vicine al dossier che sottolineano come, allo stato, sia estremamente difficile rispettare la scadenza del 27 luglio prossimo come data entro la quale chiudere il Memorandum of Undestanding. 

Il punto su cui si sono arenate le trattative è quello del prezzo a cui realizzare l’aumento di capitale che consentirà l’ingresso di Cdp in Aspi con una quota del 33% e la conseguente diluizione di Atlanta al 51%. Secondo quanto si apprende, sul tavolo ci sarebbe solo la valutazione di Aspi di 8 miliardi di euro, fatta in sede politica. Una valutazione molto distante da quella di 10-12 miliardi fatta da molti azionisti istituzionali, presenti nel capitale di Atlantia, e dalla valutazione di 11,5 miliardi fatta dagli azionisti di Aspi riuniti nel consorzio Appia (Allianz Group, EDF Invest e DIF Infrastructure) che controlla il 6,94% della concessionaria. 

Per cercare di ridurre le distanze, gli advisor starebbero studiando degli escamotage che consentano a Cdp di entrare al prezzo politico voluto dall’esecutivo, e ai soci di recuperare la parte di valorizzazione che non viene riconosciuta in sede di diluizione, una volta che verrà perfezionata la quotazione di Aspi. Il modo in cui riuscirci è ancora tutto da vedere. Si pensa a dei warrant o a delle opzioni. 

Il maggiore problema pratico che ha questo scenario è individuare chi dovrà pagare la differenza di prezzo ai soci diluiti. La risposta più ovvia sarebbe di indicare Cdp. Ma se così fosse la società che gestisce il risparmio postale si troverebbe a pagare ben più di quanto voluto dalla politica. 

La soluzione, benchè’ solo abbozzata in fase di trattativa, avrebbe anche il difetto di scontentare non solo i soci di Aspi ma anche quelli di Atlantia. La svalutazione di Aspi avrebbe un impatto negativo sulla valutazione di Atlantia. Con l’aggravante che la svalutazione sarebbe sicura mentre la ripresa di valore conseguente allo scorporo e alla quotazione di Aspi sarebbe solo eventuale. 

A rendere il sentiero ancora più tortuoso contribuisce anche la pressione crescente esercitata dagli azionisti istituzionali di Atlantia che non sono affatto felici di questa soluzione, che in molti leggono come un esproprio, e che si candidano a dare battaglia in ogni sede se la valorizzazione di Aspi non sarà in linea con le loro attese. 

glm 

gabriele.lamonica@mfdowjones.it 

(END) Dow Jones Newswires

July 23, 2020 07:34 ET (11:34 GMT)