Borsa I.: i Paperoni resistono al Covid (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Si piegano ma non si spezzano. Negli ultimi 12 mesi (chiusi a fine luglio) i Paperoni di Piazza Affari hanno visto il valore delle loro partecipazioni azionarie flettere a livello tendenziale di quasi il 10% a poco meno di 119 miliardi di euro. Un dato che di per sé non deve tuttavia allarmare: rapportato infatti alla volatilità particolarmente accentuata sui listini che il contesto provante d’inizio anno ha generato – basti pensare che il Ftse Mib è letteralmente franato da 25.477 a 14.984 punti nel volgere di sole tre settimane, tra febbraio e marzo – il quadro che ne esce è di una sostanziale tenuta delle posizioni, pur con inevitabili distinguo. 

La consueta classifica agostana stilata da Milano Finanza è guidata per l’ottavo anno consecutivo da Leonardo Del Vecchio. Il patron di Delfin – socio di riferimento del leader mondiale dell’occhialeria EssilorLuxottica con una quota di circa il 32% che al cambio attuale vale attorno a 15,3 miliardi di euro – si mantiene saldamente in cima alla graduatoria con consistenze complessive di 18,81 miliardi, pur in flessione dell’1% rispetto alle evidenze della scorsa estate. Nel portafoglio delle partecipazioni in mano all’ex Martinitt figurano anche il 26,4% della real estate company francese Covivio, il 4,84% delle Assicurazioni Generali e naturalmente il 10% di Mediobanca, in attesa che nei prossimi giorni la Banca Centrale Europea autorizzi l’imprenditore a rimpolpare la posizione fino a ridosso del 20% del capitale di Piazzetta Cuccia. 

Sul podio alle spalle di Del Vecchio, pur a distanza notevole e con quote che cubano rispettivamente 6,89 e 6,69 miliardi di euro, figurano la dinastia Agnelli-Elkann-Nasi e il duo Miuccia Prada-Patrizio Bertelli. Distanza che tra loro si è assottigliata nel corso degli ultimi 12 mesi grazie all’andamento divergente: al balzo della coppia della moda, che è salita dalla settima alla seconda posizione in forza di un apprezzamento del 17,5%, ha fatto da contraltare una diminuzione di valore prossima ai 600 milioni accusata dalla dinastia torinese, con consistenze azionarie scese rispetto ai 7,54 miliardi emersi l’anno scorso. Ad aggiudicarsi la quarta piazza, in miglioramento di due posizioni rispetto al 2019, è invece Luca Garavoglia. Quest’ultimo, socio di controllo di Campari con una quota del 64,35%, beneficia in particolare della forza mostrata in borsa dal gruppo degli spirits, già tornato a scambiare su livelli pre-Covid19 attorno a 8,5 euro per azione. 

red/lab 

(END) Dow Jones Newswires

August 17, 2020 02:28 ET (06:28 GMT)