Mediobanca: Del Vecchio prepara le partite d’autunno (Sole)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

A distanza di un anno dal suo ingresso, Leonardo Del Vecchio si prepara a completare l’ascesa in Mediobanca e a riprendersi il controllo di EssilorLuxottica. La scalata a Mediobanca, oramai proiettata verso il 20%, scrive Il Sole 24 Ore, gli permetterà di avere una maggiore influenza in Generali, controllata al 13% dalla banca milanese e da lui partecipata al 5%. Quanto a EssilorLuxottica, dopo una convivenza a tratti complessa con i partner francesi, la Delfin nei primi mesi del prossimo anno si “riapproprierà” dei poteri che le spettano in veste di primo azionista del colosso degli occhiali con il 32%. 

Il via libera della Bce alla Delfin per il raggiungimento della soglia del 20% di Mediobanca rompe gli equilibri della banca milanese. Nei prossimi mesi, si apprende, il patron di Luxottica, a cui fa capo il 9,9% di Mediobanca, ha intenzione di arrotondare almeno fino al 14% la posizione in piazzetta Cuccia. Quanto basta per superare il patto di consultazione che complessivamente controlla il 12,6% della banca e ha oggi come suo primo azionista Mediolanum al 3,3%. Il superamento della quota del patto, evidentemente, indebolisce il ruolo stesso dell’accordo di consultazione, tanto più che il primo azionista di Mediobanca, Del Vecchio appunto, non ne fa parte. 

Alcune fonti riferiscono che la parola chiave che Del Vecchio ama ripetere per sintetizzare l’obiettivo della partita che sta giocando su Mediobanca sia “stabilità”. In una banca senza soci forti e sempre più vicina al modello di public company, soprattutto dopo l’uscita di UniCredit e Vincent Bolloré dal patto di consultazione, Delfin potrebbe diventare il perno intorno al quale costruire un nuovo nocciolo duro di azionisti che garantisca la difesa della galassia Mediobanca-Generali da possibili attacchi esteri. Un assetto tricolore, capace di sostenere nel tempo una strategia volta a costruire le basi per la crescita della banca e della sua prima partecipazione, e cioè Generali. Non è un mistero che il patron di Luxottica ami mettere a confronto Generali con i player internazionali, sottolineando come Trieste sia rimasta indietro, dimensionalmente, rispetto ad Allianz e Axa. Un gap da lui giustificato con la mancata volontà degli azionisti di Generali, tra cui Mediobanca, di varare importanti aumenti di capitale. Temi, evidentemente, che saranno affrontati nei prossimi mesi. Finora le occasioni di dialogo tra Del Vecchio e il management di Mediobanca sono state limitate a un solo incontro, che risale allo scorso novembre. 

Ieri Leonardo Del Vecchio ha chiamato personalmente Nagel per comunicare il via libera della Bce (a settembre la comunicazione era stata fatta da Francesco Milleri, ad di Luxottica). L’impressione, negli ambienti finanziari, è che se non nell’immediato ma in prospettiva si vada verso la ricerca di un accordo. Qualcosa in più sui tempi dell’ascesa di Delfin e sulle sue intenzioni è atteso comunque a breve: il superamento della soglia del 10% in società quotate, in base all’articolo 120 comma 4 bis del Tuf, obbliga il soggetto che effettua le comunicazioni a dichiarare gli obiettivi che ha intenzione di perseguire nel corso dei sei mesi successivi dai modi di finanziamento dell’acquisizione , alle soglie fino all’intenzione di esercitare un’influenza sulla gestione della società. 

Contestualmente alla verifica degli equilibri in Mediobanca, è atteso a stretto giro il riassetto dei pesi azionari in EssilorLuxottica. Dall’ingresso di Delfin nel capitale della holding italo francese, la posizione nel colosso degli occhiali è cresciuta di poco meno dell’1% attestandosi al momento intorno al 32,8% del capitale. I diritti di voto ad ogni modo sono sempre rimasti fermi, in base agli accordi con il partner francese, al 31%. Patti, quelli che hanno finora governato EssilorLuxottica, che il prossimo anno andranno a scadenza. A marzo del 2021 giunge al termine il “periodo iniziale”, ovvero il tempo massimo entro cui Delfin ha accettato con i patti paritetici siglati con i francesi di limitare la sua influenza e il peso del 31% nelle sue mani, che ne fa il primo azionista. Terminato questo “periodo iniziale” Delfin vedrà riconosciuto il suo peso effettivo, con il risultato che la pariteticità con il fronte transalpino verrà automaticamente a cadere. 

La scadenza assume ancor più valore se si pensa che il capitale di EssilorLuxottica è in continua evoluzione, e che il gruppo è nel mezzo dell’acquisizione da 7 miliardi di GrandVision. Dossier che Delfin, a partire dal prossimo anno, potrà gestire con più autonomia. 

pev 

(END) Dow Jones Newswires

August 27, 2020 03:59 ET (07:59 GMT)