Ferrarini: Bellanova pensa a intervento Stato (Stampa)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“Per salvare il gruppo Ferrarini non basta una iniezione finanziaria ma occorre soprattutto superare le ragioni che hanno provocato la crisi dello storico salumificio con una decisa svolta strategica per valorizzare il vero made in Italy con il coinvolgimento dell’intera filiera”. Teresa Bellanova, ministra delle Politiche agricole, parte da questo ragionamento per individuare quella che dovrebbe essere la road map per rilanciare lo storico marchio alimentare nato nel 1956 a Reggio Emilia e in concordato preventivo dal 2018. 

E Bellanova, scrive La Stampa, non esclude in futuro un intervento pubblico “se sarà necessario” e che “non potrà che avvenire in una ottica di filiera in un settore dove operano cinquemila allevamenti in grandi difficoltà e non certo attraverso iniziative che favoriscano delocalizzazione degli approvvigionamenti”. 

Per il salvataggio è in atto quindi un vero e proprio scontro. Nelle scorse settimane Ferrarini ha presentato al tribunale di Reggio Emilia un piano di rilancio. L’11 agosto Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno presentato una controproposta che prevede il passaggio della società sotto il controllo di Bonterre, holding che aderisce a Legacoop e gestisce Grandi Salumifici Italiani e Parmareggio, della cooperativa mantovana di allevatori di suini Opas e di HP (attiva nel sostegno e nell’innovazione dell’agrifood). La cordata metterà a disposizione dell’operazione capacità imprenditoriali e apporti di capitale a cui si aggiungono 35 milioni di Intesa. A favore di questo progetto si sono schierati Coldiretti, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative agroalimentari. 

Ma la famiglia Ferrarini e il gruppo Pini non ci stanno: “Stiamo lavorando nei tempi di legge, nell’esclusivo interesse dei creditori e della continuità dell’attività aziendale che, nonostante l’emergenza sanitaria, è sempre in equilibrio economico e consolidata”. Il piano dovrebbe essere presentato domani, 1* settembre, e “solo allora -sostiene Lisa Ferrarini – sarà possibile fare un confronto con l’offerta già esistente”. Questo piano avrebbe trovato anche il sostegno di Amco, società del ministero del tesoro specializzata in gestione e recupero di crediti deteriorati. Un intervento contestato da Michele Anzaldi (Italia Viva), che annuncia un’interrogazione al ministro Gualtieri. 

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(END) Dow Jones Newswires

August 31, 2020 03:11 ET (07:11 GMT)